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Bari-Caserta, binari chiusi. Leccese: “È inaccettabile che nel 2026 spostarsi sia un percorso a ostacoli”

Il sindaco di Bari attacca duramente la decisione

Pubblicato da: redazione | Lun, 11 Maggio 2026 - 19:55
Leccese sindaco

Uno stop di venti giorni che rischia di pesare come un macigno sulla mobilità tra la Puglia e il resto d’Italia. Dal 10 al 30 giugno la linea ferroviaria che collega Bari e Caserta rimarrà interrotta, creando un vuoto nei collegamenti proprio all’inizio della stagione estiva. La notizia ha suscitato un’immediata reazione istituzionale, poiché il blocco dei binari non rappresenta solo un problema tecnico legato ai lavori sulla rete, ma si trasforma in un ostacolo concreto per migliaia di persone che ogni giorno si spostano lungo questa direttrice per motivi di studio, lavoro o turismo.

Il timore diffuso è che l’assenza di binari attivi possa tradursi in un isolamento di fatto per l’area adriatica, separandola dal versante tirrenico in un momento cruciale dell’anno. Sulla questione è intervenuto il sindaco Vito Leccese, evidenziando come questa situazione sia il segnale di una fragilità strutturale che penalizza costantemente il Meridione. Secondo il primo cittadino, si tratta di una scelta che ricade sulle spalle della collettività, rallentando la crescita e rendendo difficoltosi gli scambi tra due regioni chiave come la Puglia e la Campania.

“Ancora una volta cittadini, studenti, lavoratori e imprese del Mezzogiorno pagano il prezzo di un sistema infrastrutturale che continua a trattare i collegamenti del Sud come sacrificabili. Per quasi un mese Bari e Napoli saranno di fatto separate, con conseguenze pesantissime sulla mobilità, sul turismo e sulle attività economiche di due intere regioni. È inaccettabile che nel 2026 spostarsi tra due grandi città del Sud possa diventare un percorso a ostacoli” ha dichiarato il primo cittadino.

Oltre alla denuncia del disagio, l’attenzione si sposta ora sulla ricerca di soluzioni che possano tamponare l’emergenza nel mese di giugno. Se da un lato i cantieri sono considerati un passaggio obbligato per l’ammodernamento della rete, dall’altro l’assenza di piani alternativi solidi preoccupa le amministrazioni locali. La richiesta è quella di non lasciare il territorio in una condizione di attesa passiva, individuando strumenti che possano garantire spostamenti rapidi e sostenibili nonostante il fermo dei treni.

“Gli investimenti sulla linea ferroviaria sono necessari e attesi da anni, ma non si può chiedere ai territori di subire passivamente disagi così rilevanti senza garantire alternative adeguate, rapide e realmente sostenibili. Il rischio concreto è quello di isolare ulteriormente la Puglia proprio mentre si continua a parlare di coesione territoriale e rilancio del Mezzogiorno. Per questo chiediamo anche un intervento urgente sul fronte dei collegamenti aerei: pur nella consapevolezza che non sia possibile intervenire direttamente sulle politiche tariffarie dei vettori privati, è necessario prevedere misure straordinarie di incentivo e sostegno per garantire ai cittadini alternative accessibili ed efficienti durante il periodo di interruzione ferroviaria. Il Sud non può continuare a essere il luogo dove tutto diventa più lento, più complicato e più costoso” ha concluso Leccese.

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