BARI – Servizio di trasporto pubblico inefficiente, spazi sportivi poco accessibili, orari delle biblioteche proibitivi da un lato. Dall’altro tasse tra le più basse in Italia, passi avanti sullo snellimento della burocrazia e sul job placement. Ecco un quadro di cosa funziona e cosa non funziona in due università che accolgono più di 70mila studenti.

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Tasse

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Le tasse, sia dell’Università Aldo Moro che del Politecnico, sono tra le più basse di Italia. Ed anche se negli anni  si è cercato di aumentarle, non sono mai state colpite le fasce deboli. Per l’Università Aldo Moro si va da zero contributi per un reddito inferiore a 8mila euro a 1481 euro per redditi superiori a 400mila euro. Ma proprio sulla fascia delle esenzioni, l’Ateneo ha deciso di avviare una serie di controlli, insieme alla Guardia di Finanza. Questi hanno portato ad un incremento nelle entrate di quattro milioni di euro, perché dalle verifiche sulle posizioni reddituali e patrimoniali delle famiglie degli studenti che usufruiscono di agevolazioni, sono risultate incongruità. Ci sono oltre settemila iscritti che hanno un reddito inferiore a 8mila euro e altri 20mila che dichiarano meno di 15mila euro. Quasi la metà degli studenti usufruisce quindi di sconti e bonus ed è proprio su di loro che si è concentrata l’attenzione dei finanzieri, per stanare i furbetti, coloro che usufruiscono di benefici senza averne i requisiti.

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Alloggi

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L’Adisu Puglia mette a disposizione 1.878 posti letto in tutta la regione. A Bari ci sono sei collegi: via Amendola, il Dell’Andro di via Camillo Rosalba, il Diomede Fresa di via Colaianni, il Petrone di via Salvemini, Starace di via Carabinieri Del Conte e l’ultimo inaugurato, il Fraccacreta del centro murattiano. Al momento riescono a soddisfare in buona parte la domanda degli studenti aventi diritto. Ma per tutti gli altri? Per loro si apre la giungla degli affitti in nero, sui quali la Finanza ha condotto una seconda indagine.

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I costi variano tra i 250 e 300 euro per una singola e i 150 euro per una doppia. Ovviamente incide molto la zona dove si trova l’appartamento, se in prossimità o meno di facoltà universitarie. Per contrastare il fenomeno degli affitti in nero e venire incontro agli studenti l’Adisu ha istituito il servizio Cerco Alloggio. Si tratta di un accordo tra proprietari e inquilini: da una parte i primi possono usufruire della riduzione sulle tasse e di assistenza nella stesura del contratto, dall’altra i ragazzi possono trovare alloggi che rispondano a criteri di qualità.

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Servizi

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Il Politecnico ha attivato una serie di servizi innovativi, a cominciare dalla palestra per finire allo student center e in futuro sarà realizzato persino un centro dove vendere prodotti di merchandising.  Anche l’Università di Bari sta avviando una simile politica, a cominciare dall’attivazione dello student center nell’ex palazzo delle Poste per finire ad una serie di servizi innovativi: dalla digitalizzazione delle pratiche e delle richieste (come le pergamene di laurea) alla verbalizzazione online degli esami allo sportello del job placement. Ma anche in questo campo ci sono delle luci e delle ombre. Se da un lato la segreteria online funziona così come la verbalizzazione digitale, il sito dell’Uniba è ancora confusionario, non a prova di studente e con informazioni difficilmente reperibili. Non c’è la traduzione completa in inglese di tutta la documentazione, mentre è inesistente la traduzione in francese o tedesco e considerando l’importante progetto dei visiting professor (docenti stranieri che tengono lezione qui a Bari), questo rappresenta una limitazione.

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Per la sezione dei tirocini e del part time, gli studenti da anni chiedono di incrementare le possibilità, sia all’interno che all’esterno del palazzo dell’Ateneo. La coalizione Up ha consegnato di recente un documento con una serie di richieste per migliorare la vita universitaria, dai totem dove stampare documenti e certificati al medico di base per i fuori sede, ai corsi di italiano per gli studenti stranieri fino ad un potenziamento del brand Uniba.

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Sport e spazi per lo studio

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La realtà del Cus, il centro universitario sportivo, uno dei più grandi del Sud rappresenta un fiore all’occhiello per le università baresi, ma per gli studenti meno: le criticità sono diverse. I costi dei corsi sono competitivi, ma le strutture sono troppo lontane e difficili da raggiungere soprattutto considerando le pecche del servizio di trasporto pubblico. La sala pesi risulta inadeguata rispetto alle esigenze. Così come è difficilissimo prenotare un campo ad esempio da basket perché bisogna mettersi in fila in una lunga lista di prenotazioni. Insomma il Cus funziona per chi vuole fare attività d’agonismo, gli altri optano per palestre più vicine.

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E proprio per quanto riguarda gli spazi degli studenti, più volte le associazioni universitarie hanno chiesto il prolungamento degli orari delle biblioteche. Che da aprile registreranno una drastica riduzione, con chiusure anticipate. Per i ragazzi sarebbe importante anche l’aumento delle sale lettura: quella del Policlinico (dove si riversano studenti di tutte le ex facoltà) alla fine risulta insufficiente per soddisfare la domanda.

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Trasporti

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Gli studenti usufruiscono di forme di abbonamento vantaggiose: 12 euro per un mese o 70 euro per un anno con l’Amtab. Anche la ditta Miccolis predispone un collegamento ad hoc per gli studenti di Valenzano. Ma la mobilità degli universitari rappresenta uno dei settori più carenti. Tra ritardi, bus in pessime condizioni e sovraffollati, i ragazzi incontrano non poche difficoltà ogni giorno per raggiungere le diverse sedi, dislocate in tutta la città. Più volte è stato richiesto un servizio ad hoc per il collegamento dei diversi dipartimenti, così come l’adeguamento degli orari per Valenzano.

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