“Sulle trivellazioni Renzi sta facendo il doppio gioco: da un lato dà il contentino e dice che non si può trivellare entro le 12 miglia dalla costa, e dall’altro mantiene in vita i permessi per un tempo indeterminato, ‘cedendo’ i fondali marini senza una scadenza alle compagnie petrolifere”: Fratelli d’Italia, con i coordinatori regionali di Puglia e Lucania, Marcello Gemmato e Gianni Rosa, schierano il partito contro le trivellazioni nello Jonio e nell’Adriatico e attaccano la politica energetica del governo per la sua doppiezza. “Siamo fermamente convinti che sia giusto votare sì all’unico referendum superstite affinché ai ‘titoli abilitativi gia’ rilasciati’ per le perforazioni in mare sia posta una scadenza definita. La nuova norma del Codice dell’Ambiente, dopo le modifiche contenute nella legge di Stabilità stabilisce il divieto di ricerca e coltivazione entro le 12 miglia costiere, ma fa salvi i permessi di ricerca e le concessioni di coltivazione già rilasciati per la durata di vita utile del giacimento. Renzi è abituato a svendere l’Italia, come accaduto con l’accordo Francia-Italia con il quale ha ceduto parte del mare sardo e toscano. Ma noi non ci stiamo!”.

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L’attacco ai governatori Pd di Puglia e Basilicata

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“I governatori Pd hanno dimostrato, in questa più che in altre occasioni, la totale sudditanza al loro Premier ed alle lobbies petrolifere. Siamo abituati alle cessioni di sovranità da parte della sinistra, siamo abituati alla sottomissione del governo Renzi ai poteri forti ma attribuire alle lobbies petrolifere una disponibilità a trivellare senza termine nel mare italiano, è insopportabile”, concludono Rosa e Gemmato.

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