BARI – Il paragone viene naturale, 16 gol realizzati nelle ultime 5 partite fanno immediatamente pensare alle pazze squadre di Zeman. Reti a grappoli, rimonte – subite o fatte – da crepacuore ma anche amnesie difensive da ultimi delle classe. Siamo sicuri che questa sia la strada giusta per il Bari di Camplone? Siamo certi che questo andamento permetterà di raggiungere un obiettivo quasi vitale, quello di centrare prima i play off e poi la promozione in A? Certo il divertimento non manca, però, come sempre, nel calcio contano i risultati. E, da che mondo e mondo, vince, sì, chi fa un gol più dell’avversario, ma alla lunga vince chi dimostra maggiore sicurezza, compattezza, chi compie meno errori. Senza troppi giri di parole e ipocrisie, salvo rare eccezioni, vince chi subisce meno e può vantare una difesa poco battuta. Non sempre Rosina, Sansone o Maniero (o Micai) potranno levare le castagne dal fuoco, non sempre avranno la lucidità o la forza di rimediare ad errori da matita rossa in fase difensiva. Potrà capitare che gli attaccanti avranno le polveri bagnate e allora bisognerà essere pragmatici e attenti, sempre sul pezzo. Quello che sino ad oggi è mancato, dalla gara contro la Pro Vercelli a quella di sabato a Salerno. Riconquistato il terzo posto, con l’entusiasmo e la serenità consegnate da tre vittorie consecutive per Defendi e compagni è un obbligo migliorare nell’applicazione degli schemi difensivi. Durante l’ultima conferenza stampa, mister Camplone (un ex difensore, alla pari del suo secondo Dicara con il quale giocava in coppia) ha bacchettato i suoi difensori, evidenziando tutte le pecche individuali e di reparto. Si fa fatica a pensare che calciatori esperti come Di Cesare, Rada, Contini, Gemiti o lo stesso Tonucci abbiano all’improvviso dimenticato come si difende o non siano in grado di leggere alcune situazioni in campo. E’ più facile immaginare che sia un problema di concentrazione e applicazione, ingredienti che non potranno più mancare da lunedì in poi. Se si vuole arrivare sino in fondo.  Purtroppo, invece, non si potrà più intervenire per correggere un errore madornale compiuto durante il mercato invernale, quando persi Sabelli e Del Grosso (uno è stato venduto, l’altro si è infortunato), i due titolari, la società ha pensato di sostituirli con Jakimovski e Cissokho, due calciatori certamente di qualità ma che, per ammissione stessa di Camplone, non sono certo terzini. Un equivoco di cui ora si pagano le conseguenze.

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