BARI – Manca una settimana all’avvio per le scuole superiori dei test Invalsi, la nuova tipologia di esami scolastici introdotta un anno fa dalla legge sulla “Buona scuola”. Si sono conclusi oggi i due giorni di test per le scuole primarie, mentre sale il malcontento tra gli studenti all’avvicinarsi all’appuntamento del 12 maggio, giorno in cui si darà il via libera alla sperimentazione nei licei. Sempre più studenti rifiutano di prendere parte a questo esame, ricevendo minacce di sospensioni da parte dei dirigenti scolastici degli istituti.

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A denunciarlo è l’Unione degli studenti Puglia. I componenti dell’associazione studentesca nella serata di ieri hanno affisso sui muri della sede dell’ufficio Scolastico Regionale di Bari alcuni striscioni con le scritte “Dopo un anno la lotta continua, riprendiamoci le scuole, costruiamo l’alternativa”.

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Per tutelare tutti gli studenti che giovedì prossimo decideranno di non compilare i test l’Unione studenti Puglia attiverà in diverse città degli sportelli “SOS vertenze”. Il 12 maggio scenderanno di nuovo in piazza in tutta la Puglia per protestare contro il provvedimento governativo.

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“La lotta contro la Buona Scuola non si è esaurita a luglio con la sua approvazione” dichiara Nicolò Ceci, coordinatore regionale dell’Unione degli Studenti Puglia. “Già da settembre abbiamo affermato che la mobilitazione non si sarebbe fermata, e abbiamo avviato il percorso di promozione del referendum sulla scuola. Questa primavera si è aperta con l’inizio della raccolta firme, che già nelle prime settimane sta trovando un riscontro impressionante, indice del rifiuto diffuso della cittadinanza tutta ad una riforma imposta dall’alto, ben lontana dalle reali esigenze della scuola”.

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