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BARI – “L’Italia ha sempre avuto un ruolo d’avanguardia nella lotta alla pena di morte e ancora una volta ha modo di dimostrarlo, partecipando a questo importante appuntamento internazionale”. Antonio Stango, membro del consiglio direttivo dell’associazione Nessuno tocchi Caino, approva la decisione dell’Italia di essere tra gli oltre 80 Paesi che parteciperanno al sesto congresso mondiale contro la pena di morte, di cui lui sarà coordinatore.\r\n\r\nObiettivo del congresso, che vedrà la partecipazione di circa 1.500 persone, è non solo abolire la pena di morte nei Paesi che attualmente la prevedono e la praticano, ma anche di trasformare i Paesi abolizionisti di fatto (che non eseguono sentenze capitali da oltre\r\ndieci anni o che si sono impegnati internazionalmente ad abolire la pena di morte) in abolizionisti di diritto (dove l’ordinamento giuridico non prevede la pena di morte).\r\n\r\nL’evento, che avrà luogo ad Oslo dal 21 al 23 giugno, è stato presentato questa mattina al Comune di Bari alla presenza di Michele Vaira, presidente dell’Associazione italiana giovani avvocati, Paola Romano, assessore alle Politiche educative e giovanili, e Giuseppe Morgese, consigliere del sindaco per il supporto alla promozione delle relazioni internazionali ed europee.\r\n\r\n”Il tema della pena di morte è quanto mai attuale” racconta Stango. “Ad oggi vige ancora la pena di morte in circa 35 Paesi. E la decisione di una nota casa farmaceutica di non vendere più un medicinale con il quale si preparava il cocktail letale per i condannati è sicuramente un passo avanti”. Eppure non si tratta ancora di una soluzione definitiva: “Bisogna pensare – avverte – anche a quei Paesi dove la pena di morte viene eseguita tramite impiccagione. In quel caso il lavoro che va fatto è diplomatico e politico”.\r\n\r\nIl Comune di Bari, insieme all’Aiga, ha chiesto quest’anno di entrare a far parte della Coalizione mondiale contro la pena di morte, voluta da Amnesty International e composta da organizzazioni impegnate nel campo dei diritti umani, associazioni legali, sindacati e autorità locali e regionali in tutto il mondo.\r\n\r\n”Si tratta di un’iniziativa importante – racconta l’assessore Paola Romano -, perché è importante che anche le realtà locali facciano sentire la loro voce in una battaglia di umanità come quella per l’abolizione della pena di morte. Partecipando alla Coalizione mondiale contro la pena di morte insieme a sindaci di grandi città italiane, l’amministrazione compie una scelta politica decisa, in pratica ‘mette la faccia’ su una questione essenziale per la dignità dell’individuo”.\r\n\r\n 


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