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Quello tra abbigliamento, personalità e ciò che si vuole comunicare è un legame indissolubile. Un’unione che si basa su un rapporto di simbiosi e di influenza reciproca.\r\n\r\nSpesso il nostro modo di vestirci è determinato da diversi fattori come l’ambiente che ci circonda, il nostro umore, o anche il messaggio che vogliamo trasmettere.\r\n\r\nVi è mai capitato di vestirvi in base al vostro umore? Colori accesi quando si è felici e cupi o neri quando si è tristi e giù di morale. Oppure scegliere abiti per sottolineare alcuni aspetti del proprio carattere come una particolare passione per un genere musicale o per un periodo storico.\r\n\r\n

\r\n\r\nAltre volte, invece, l’abito diventa una vera e propria “maschera” che ci piace indossare in alcune occasioni: per il solo gusto di sentirsi un’altra persona, anche solo per un momento, oppure per celare un’insicurezza di fondo. Insomma, l’abito alcune volte “fa il monaco”! L’abito è comunicazione, è racconto di ciò che noi siamo, della nostra personalità e talvolta delle nostre paure.\r\n\r\nGuardando più nel dettaglio, in questi ultimi anni, il mondo della moda ha inserito nelle sue collezioni capi o elementi che ci hanno portato a riflettere sull’importanza del ruolo degli abiti e su come influisce sui nostri comportamenti. Uno dei temi più scottanti, discussi e controversi è il “gender bender”, definizione che indica una persona che viene meno al comportamento previsto dal ruolo del suo genere sessuale sfidando le norme di comportamento con atteggiamenti androgini e ruoli non convenzionali.\r\n\r\n

\r\n\r\nC’è chi la etichetta erroneamente come “tendenza”, io ritengo, piuttosto, sia una presa di coscienza su chi si è e su chi si vuole essere, in totale libertà di espressione, senza preconcetti e liberi da schemi mentali. Un cucirsi addosso, coraggiosamente, l’abito perfetto.\r\n\r\nGli stilisti traggono ispirazione da tutto ciò, prendendone anche atto. Canoni estetici ridefiniti, in passerella troviamo ragazzi androgini, dai tratti fisici quasi femminili come il modello Andrej Pejic, ora Andreja, conteso da molti perché noto per il sue essere estremamente androgino, tratto che gli permette di sfilare sia in abbigliamento maschile sia femminile con estrema disinvoltura. Donne che rubano dall’armadio del loro “lui” camicie, scarpe stringate, cappotti o blazer, e moda maschile che aggiunge complementi e accessori presi in prestito dal mondo femminile. Quello che ne esce è un mix sine genere che, a mio parere, è di grande impatto, effetto e fortemente personale.\r\n\r\n

\r\n\r\nGià in passato grandi stilisti hanno dato la loro visione “transgender” della moda. Yves Saint Laurent, per esempio, fece letteralmente a pezzi il totem della moda maschile: il completo elegante. Dissacrato e dissacrante, il completo elegante maschile si inchina alle forme femminili creando qualcosa di ineguagliabile perfezione ed eleganza.\r\n\r\nCoco Chanel, che, con l’introduzione dei pantaloni nell’universo femminile, rappresentò una nuova donna, dinamica, che lavorava e non poteva più essere schiava di corsetti e altri tipi di costrizioni. Attraverso la rivisitazione di abiti maschili diede un suo involontario contributo al movimento femminista proprio durante il periodo di massima esplosione.\r\n\r\nFino ad arrivare alle ultime proposte. Alessandro Michele con Gucci azzarda e inserisce, nelle collezioni passate, elementi femminili come bluse anni ’70 arricchite da fiocchi e maglieria in pizzo o per questa primavera-estate propone un tailleur giacca e pantalone fiorato in versione per lui e per lei con solo le dovute differenze di taglio. Genderless anche per Costume National, Calvin Klein e Roberto Cavalli che per il prossimo autunno-inverno 2016/17 propongono look senza nessuna differenza per lui e lei.\r\n\r\nLa moda gender free, senza genere, pone, quindi, sempre meno distinzioni tra uomo e donna usando capi, fantasie, materiali e accessori indifferentemente per lei e per lui. Non credo sia una tendenza, ma piuttosto, come ribadito prima, una visione differente di vivere la moda e noi stessi.\r\n\r\nPerciò non bisogna prendere tutto alla lettera ma fare propri determinati spunti che possono servire per creare uno stile tutto nostro. Smorziamo l’allure troppo maschile di un capo con accessori più vezzosi, dal tocco femminile e viceversa. Rubiamo al nostro uomo il suo profumo, le fragranze maschili e intense sulla pelle femminile sono molto sensuali, o ancora, bijoux semplici uniti a un orologio di ispirazione maschile danno un tocco deciso e armonioso.\r\n\r\nA voi decidere chi volete essere!


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