Cosa resterà è l’ultimo singolo di Filippo Ferrante, cantautore pugliese attivo già da alcuni anni, durante i quali ha fatto sentire la sua presenza (con la band 61 Cygni e poi da solista) attraverso trasmissioni televisive e con il passaggio dei suoi brani su tv e radio. Cosa resterà è un’anticipazione della raccolta che arriverà per la prossima estate.

Tra i singoli precedenti di Ferrante sono: Dentro te, Volerò, Tutto l’amore che ho dentro, Nuovi giochi, Un’altra corsa. Nei prossimi giorni, per chi sarà nella provincia di Bari sarà possibile vedere Filippo Ferrante esibirsi dal vivo: il 16 giugno all’VIII Talento di Modugno, e venerdì 24 giugno al Gary di Monopoli.

Cosa resterà è un brano che parla di una storia d’amore che si conclude. Quanto c’è di personale nei brani di Filippo Ferrante?

Cosa resterà scolpisce un momento, è un’istantanea, la fotografia di un’emozione. È un frangente di vita di ciascuno di noi e quindi anche il mio. Ci si lascia una storia alle spalle (non necessariamente una storia d’amore) e ci si avvia verso nuovi orizzonti, con coraggio proiettati verso il futuro. Nei miei brani c’è tanto di me e non solo; spesso vedo attraverso gli occhi di altri emozioni e vita vissuta e mi piace trasformarlo in note e parole, perché in fondo siamo tanto simili.

I brani di Filippo Ferrante spesso si soffermano sulla realtà quotidiana. Secondo lui, Cosa resterà dei nostri tempi?

Qualcosa resterà senza dubbio anche dei giorni nostri. Forse resterà il coraggio e la resistenza contro i tempi più difficili per le nostre generazioni, contro i tempi più difficili anche per noi artisti costretti a lottare contro un mondo “imbottigliato” nei talent show… Red Ronnie ha detto che Battisti e De Andrè nati oggi, probabilmente, avrebbero cambiato mestiere, schiacciati dal “sistema”. Ma chi resisterà disegnerà la vera musica del futuro…

Per i suoi video, ha spesso scelto i luoghi e le strade della Puglia.

Sì, ho scelto la Puglia anche se non ha più bisogno di far parlare di sé, visto il “boom” degli ultimi anni. Da un lato lo faccio perché abbiamo dei posti fantastici e chi li vede la prima volta ne resta sempre afffascinato; allo stesso tempo sento anche una connessione tra la mia musica e la mia terra e mi piace rappresentare questa congruenza.

In questi anni ha avuto la possibilità di incontrare musicisti piuttosto noti. C’è qualcuno che è rimasto particolarmente impresso?

Claudio Golinelli, detto il Gallo (bassista di Vasco). Ho avuto modo di incontrarlo più volte e di vederlo sul palco e fuori dal palco. La professionalità di un’artista non è solo nella performance ma anche in quello che trasmette e può insegnarti durante la preparazione del concerto, prima di salire sul palco e dopo esservi salito. Ho visto un rapporto unico e vero con i fan. Sa essere ironico e nello stesso tempo profondo e quando suona il suo obiettivo è sempre quello di lasciare il segno e ci riesce quasi sempre.

Cosa vede nel suo futuro Filippo Ferrante?

Continuare a piccoli passi, non dimenticando mai da dove sono partito, e cercando di arrivare ogni volta su una nuova “cima”.

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