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BARI – Un normale mercoledì mattina sui mezzi pubblici baresi con il caldo di giugno che – tra un temporale e l’altro – torna con prepotenza a farsi sentire. E chi deve prendere i bus dell’Amtab si ritrova ad affrontare viaggi della speranza.

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Caldo e sovraffollamento

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Una corsa che salta, l’affollamento sul mezzo, il caldo, il sudore e il contatto forzato con gli altri passeggeri: stamattina una ragazza sulla linea 4 – che collega Ceglie con piazza Eroi del mare, nel centro città – ha perso i sensi, ha rovesciato gli occhi e ha iniziato a tremare e la sua gita al mare si è trasformata in pochi minuti in una corsa in ambulanza.

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L’autobus si ferma in corso Alcide de Gasperi. I passeggeri si improvvisano infermieri, c’è chi solleva la ragazza tenendole i piedi, chi le bagna la fronte con l’acqua fresca. Chi le offre delle caramelle, mentre le amichette continuano a prendersi cura di lei con le lacrime agli occhi. Si improvvisa un lettino sulla panchina di metallo – e quindi bollente – della fermata, riparato a malapena dalla pensilina. L’autista – nel panico – scende a verificare la gravità della situazione, qualcuno chiama l’ambulanza, l’autobus riparte lasciando la passeggera e le amiche a terra.

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Il tragitto del 4 e i ritardi

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Analizziamo il tragitto di una linea urbana barese, ponendo il caso che si debba andare da una zona periferica – tipo Carbonara – fino al centro della città, magari per lavoro che, caldo o non caldo, non si può evitare. Bisogna presentarsi in ufficio alle 9.30 e per sperare di arrivare in tempo e evitare di prendere l’auto – che inquina, crea ingorghi di traffico, stress e dispendio di soldi per il parcheggio e la benzina – ci si reca alla fermata circa mezz’ora prima, tempo più che sufficiente per compiere il tragitto Carbonara-centro. L’attesa sotto pensiline spesso di fortuna e vandalizzate, può variare dai pochi minuti all’ora (in caso di corse saltate). Poi comincia il viaggio della speranza: un carnaio di umori, lamentele, i posti che non ci sono a causa del sovraffollamento, l’aria condizionata che manca. E l’estate deve ancora cominciare.


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