Apologia del Calore è l’ultimo disco dei Quarzomadera: 8 brani alternative rock di matrice stoner che ci parlano al fuoco e che concludono una serie di album dedicati al tema degli elementi.

I Quarzomadera nella formazione attuale contano su Davide Sar (voce, chitarra, basso e keyboards programming) e Tony Centorrino (batteria e percussioni).

Davide Sar dei Quarzomadera ha risposto ad alcune domande per Borderline24 Bari.

Il titolo di questo nuovo disco è solo un gioco di parole o c’è qualcosa di più?

Il forte richiamo al calore nel titolo è certamente voluto per diversi motivi. Innanzitutto è questo il nostro album dedicato all’elemento del fuoco (avevamo rappresentato l’acqua in Cardio & Psiche del 2006, l’aria in Orbite del 2009, la terra ne L’impatto del 2012 e quindi mancava l’ultimo degli elementi ellenici, cioè il fuoco). Poi ci sono le sonorità del disco, tra le più brucianti e abrasive tra quelle prodotte da noi finora ed inoltre anche i testi rispecchiano a nostro avviso il particolare momento infuocato e carico di tensioni che la società contemporanea sta attraversando nel mondo. Infine, ma non per ultima, c’è la questione del surriscaldamento globale del pianeta di cui ci si dimentica troppo spesso ma che non va affatto trascurata.

Rispetto a L’impatto mi sembra che sia cambiato molto, a partire dai temi e dai suoni. Cosa ha determinato questa nuova direzione?

A giustificare questa scelta c’è sicuramente la necessità di voler rappresentare artisticamente, per i motivi elencati, le caratteristiche del fuoco e quindi non poteva che scaturirne un album particolarmente caldo e bruciante, così come crediamo anche i precedenti rappresentino nelle sonorità e nei testi gli elementi per i quali sono stati concepiti: più sinuoso ed instabile quello d’acqua, maggiormente etereo quello d’aria, concreto e compatto quello di terra. Era tutto previsto sin da quando ci siamo formati e crediamo siano nati tutti in sincronia con i diversi stati d’animo che abbiamo attraversato in questi anni, anche in sintonia col particolare momento storico vissuto e gli umori da esso suggeriti ma cercando sempre di mantenere intatte le nostre caratteristiche stilistiche musicali di base.

Il duo può sembrare una scelta estrema per un gruppo, ma non mi sembra sia poi così inusuale per il genere stoner.

Non siamo sempre stati un duo in passato, ma alla fine abbiamo trovato la nostra dimensione artistica ottimale proprio con questa formula e con l’ausilio delle basi di basso e tastiere (da noi suonate e programmate) che portiamo anche dal vivo. In questo modo abbiamo un maggiore controllo sia in fase di costruzione dei brani che sul risultato finale, senza quella dispersione di tempo ed energie che spesso le band più numerose possono trovarsi costrette ad affrontare. Certo, il dover gestire più ruoli comporta un maggior carico di lavoro personale, ma crediamo di aver acquisito col tempo l’esperienza e la maturità necessaria per farlo.

Amico di ieri è uno dei brani più noti della band rock progressive Le Orme. Cosa pensano di quell’epoca e di quel genere i Quarzomadera?

Tutto il bene possibile. Era a nostro avviso un periodo di grande creatività e ricerca musicale, di impegno sociale sia nei testi che a livello personale ed in inoltre la lingua italiana si sposava spesso alla perfezione con quelle sonorità che alternavano momenti di intensa energia con altri di struggente melodia. Abbiamo voluto inserire questa cover nell’album proprio come personale omaggio a quel periodo spesso dimenticato, ma oggi anche molto rivalutato, della musica italiana ed internazionale. Il nostro intento è quello di unire quel tipo di approccio e mentalità musicale con l’alternative rock più recente e moderno, dalle sonorità cosiddette “stoner”, cercando di creare un mix tra passato e presente che rappresenti ed esponga nel modo più compiuto e personale possibile i nostri gusti e le nostre idee musicali.

Dove si può trovare il “nucleo”?

Crediamo sia importante che ognuno di noi, esplorando dentro se stesso e attraverso una buona dose di autoanalisi, trovi il proprio nucleo inteso come la sua radice primaria, la sua essenza, ciò che realmente dà motivazioni per portare avanti le proprie idee, convinzioni e progetti senza snaturarsi e omologarsi in favore dei molti condizionamenti negativi esterni ai quali si è spesso sottoposti: una ricerca che deve avvenire a nostro avviso nel più pieno rispetto di se stessi e soprattutto della natura e del prossimo.

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