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“L’Italia, per far ripartire l’economia, per restituire il futuro ai giovani, ha bisogno di investimenti infrastrutturali utili a rendere più moderno il Paese, più vivibili e sostenibili le nostre città. I ritardi troppo spesso frutto di corruzione, malaffare e opacità, sono recuperabili solo attraverso scelte radicali che devono essere comunque compatibili con i principi generali dell’ordinamento”. E’ questa la ricetta del residente dell’Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone per un rilancio del sistema economico italiano. Il magistrato è intervenuto questa mattina, 29 giugno, a Palazzo di città al convegno “Impresa e Anticorruzione: punti di equilibrio e limiti (art. 32 DL 90/14). A presiedere con lui la tavola rotonda, promossa dall’associazione Giuristi di Puglia e dal Forum della legalità dell’area metropolitana di Bari in collaborazione con la Società italiana degli avvocati amministrativisti – sezione regionale pugliese, c’era il sindaco di Bari Antonio Decaro.\r\n\r\nLa richiesta del sindaco Decaro\r\n\r\n“Approfitto della presenza del Presidente Cantone, che noi tutti apprezziamo – ha detto Decaro – per segnalare la necessità, non più prorogabile, di ricercare e individuare un punto di equilibrio tra effettività della prevenzione dei comportamenti e dei reati corruttivi ed esigenza di non gravare ed sull’organizzazione amministrativa”.\r\n\r\nNel suo intervento il sindaco di Bari, anche in veste di vice presidente nazionale Anci, ha testimoniato l’impegno profuso quotidianamente da migliaia di sindaci e di amministratori locali in tutto il Paese nelle azioni di contrasto all’illegalità e alla corruzione, “un numero incommensurabilmente più alto, quello degli amministratori onesti, – ha detto – rispetto ai mariuoli che infangano l’intera categoria.”\r\n\r\nLa protesta dei costruttori\r\n\r\nNon sono mancate le polemiche durante l’incontro. Tema caldo, su cui c’è stato un confronto tra Raffaele Cantone e il presidente dell’Associazione nazionale costruttori edili Bari e Bat Beppe Fragasso, è stato quello degli appalti. In particolare, il nuovo Codice di regolamentazione, che secondo Fragrasso “sta provocando disorientamento nelle stazioni appaltanti e nelle imprese, visto che ci troviamo nel periodo di passaggio tra il vecchio e il nuovo regolamento”.\r\n\r\nLe richieste dei costruttori, di cui Fragrasso si è fatto portavoce, vanno in due direzioni. In primis l’emanazione di un decreto chiarificatore: “Auspichiamo – ha dichiarato – che si completi al più presto il quadro normativo con l’emanazione di decreti attuativi e linee guida, e si conceda una proroga alle stazioni appaltanti che consenta, fino al prossimo 31 dicembre, di esaurire e appaltare i progetti definitivi così come previsto dalla vecchia normativa”.\r\n\r\nI costruttori chiedono poi un maggiore impegno nel combattere le irregolarità. “C’è bisogno di un maggiore discrimine – ha concluso Fragasso – nei confronti delle aziende irregolari che hanno un costo del lavoro pari a un terzo di quelle che operano nel rispetto delle norme. Vorremmo la stessa attenzione che oggi si presta nel combattere il lavoro nero in agricoltura con l’obiettivo di individuare ed estromettere dal mercato le imprese che lavorano nell’illegalità”.\r\n\r\nCantone: “Le pubbliche amministrazioni si adegueranno con il tempo”\r\n\r\nNon si è fatta attendere durante la tavola rotonda la replica di Cantone. “C’è tutta questa polemica  sul numero degli appalti che sono in decrescita, io dico – spiega il magistrato- che è un dato oggettivo derivante dal fatto che le pubbliche amministrazioni devono anche avere il tempo per adeguarsi rispetto a cambiamenti che sono molto rilevanti. Il Codice degli appalti scommette su una nuova idea di amministrazione, che deve essere in grado di decidere, assumere responsabilità e soprattutto in grado di dimostrare di saperle fare le cose”.\r\n\r\nLa firma del protocollo d’intesa su appalti pubblici e concessioni\r\n\r\nA margine dei lavori Decaro, nella sua qualità di sindaco metropolitano, ha siglato un protocollo d’intesa in materia di concessioni e appalti pubblici di lavori, forniture e sevizi, frutto del confronto tra le 37 associazioni aderenti al Forum per la legalità e le rappresentanze dei datori di lavoro(lega Coop., Ance e Assindustria Bari-Bat) e dei lavoratori (Cgil, Cisl, Uil), che ha come obiettivo quello di incentivare comportamenti virtuosi da parte delle stazioni uniche appaltanti per garantire trasparenza, correttezza, imparzialità e maggiori tutele per i lavoratori.\r\n\r\n 


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