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Si è tenuto nel teatro della Parrocchia di S.Maria del Monte Carmelo, un interessantissimo incontro sulla legalità organizzato dall’associazione o.n.l.u.s. “Tempo Libero Bari” presieduta dall’ ottimo Michele Cellamare, che da anni è impegnato nel sociale sia con la sua associazione che con l’Fc Bari 1908 di cui è responsabile dell’area solidale. In una sala gremita ha fatto il suo ingresso il Generale Angiolo Pellegrini (Roma 1942), uomo di fiducia del compianto Giudice Falcone, tragicamente scomparso durante la strage di Capaci il 23 Maggio 1992, che oltre alla sua dipartita, vide scomparire anche Francesca Morvillo (moglie del giudice antimafia), e tre agenti della scorta: Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro.Lo stesso Generale Pellegrini è stato comandante della sezione antimafia di Palermo dal 1981 al 1985. Come uomo di fiducia del pool, ha portato a compimento le più importanti indagini nei confronti di Cosa Nostra e assieme al giornalista de “Il sole 24 ore” Francesco Condoluci, ha deciso di raccogliere la sua esperienza in un libro che è stato presentato proprio in occasione di questo incontro.\r\n\r\n

\r\n\r\nTratto da: NOI GLI UOMINI DI FALCONE (“Sperling & Kupfer” editore)\r\n\r\n“Mandarti via da Palermo è stata la cosa più sbagliata che potessero fare in quel momento. Gli ho detto anche che io i collaboratori li scelgo, non me li faccio imporre”. La chiacchierata tra i due continuò e in quella circostanza Falcone disse: “Angiolo, una via d’uscita c’è. Sto portando avanti un progetto di grande importanza. Una cosa grossa, per la quale tu e i pochi rimasti della stagione del maxiprocesso sarete sicuramente chiamati”. Si lasciarono con un “arrivederci a presto”. Si sapeva che Falcone aveva accettato di andare a Roma al Dicastero della Giustizia su invito del Ministro Martelli, soltanto dietro promessa di poter coordinare le proposte di riforma legislativa e la collaborazione tra i vari organismi internazionali. Si trattava della Direzione nazionale antimafia, la Superprocura, e la Dia, un organismo investigativo interforze che avrebbero visto la luce l’anno successivo.\r\n\r\nL’incontro, moderato da un preciso Simone Cellamare, è stato un vero e proprio viaggio nei retroscena della legalità, quelli che troppo spesso si ignorano o vengono offuscati da luci della ribalta puntate su “falsi miti” che imperversano fino a diventare dei veri propri beniamini, una sorta di “antieroi” in molte serie tv di successo come Gomorra o Romanzo Criminale. Ad intervenire portando la voce delle istituzioni locali, anche il vicesindaco Vincenzo Brandi, che ha ricordato l’impegno del Comune nella lotta all’ illegalità: “Anche la battaglia delle “fornacelle abusive” sul lungomare di Bari, è stata una lotta a favore della legalità” ha detto al termine dell’incontro l’ormai ex membro di Realtà Italia. Tra gli altri ospiti Andrea Palmentura, rappresentante della parrocchia, che ha fatto gli onori di casa, accogliendo di mestiere il Generale Pellegrini.\r\n\r\nAl termine dell’incontro, solo alcuni fortunati (i più veloci per dirla tutta), si sono accaparrati una copia del libro. Per chi come me non c’è riuscito, vi ricordo che è possibile acquistarlo presso la Feltrinelli di Bari. Manifestazioni ed incontri come questo, promossi da Michele Cellamare e dall’Associazione o.n.l.u.s.“Tempo Libero Bari”, dovrebbero essere all’ordine del giorno in una città come Bari, che troppo spesso sottovaluta il problema della criminalità ed è costretta a correre ai ripari con conseguenze che tutti noi vorremo evitare.


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