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BARI – Tre laboratori, ventiquattro docenti, sessanta partecipanti: ecco alcuni numeri dell’XYZ, esperimento didattico che animerà il centro storico di Bari dal 18 al 30 luglio e che stabilirà le basi concettuali e operative della Scuola Open Source.  Si tratta di un momento fondativo che vedrà riunirsi una selezione di maker, artisti, designer, programmatori, pirati informatici, progettisti e esperti di tecnologia, scienza, arti visuali, robotica, domotica, biologia e elettronica per immaginare collettivamente il primo centro didattico basato sulla filosofia open source.

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La Scuola Open Source

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Basato sui principi di orizzontalità e cooperazione, il laboratorio prevede la co-progettazione della attività della Scuola Open Source (Sos), start up barese unica vincitrice del Sud Italia – tra settecento candidate in totale – del bando “Che-fare” che premia le migliori idee di innovazione sociale e culturale. Grazie a un accordo stipulato con il Politecnico di Bari, la Scuola si è recentemente insediata nell’Isolato 47, storica palazzina a Bari vecchia che sarà anche una delle due sedi del laboratorio che animerà la nostra città fra pochi giorni, insieme alla sala Murat. 

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La storia della Sos inizia all’incirca due anni fa dall’esperienza di XYLab, una quindici giorni laboratoriale a Castrignano de’ Greci – di cui il XYZ è la naturale prosecuzione – nata dal sogno di due professionisti della comunicazione, Alessandro Tartaglia e Alessandro Balena. Il progetto della Sos fu presto condiviso e portato avanti con diverse altre realtà attive nel settore dell’innovazione e del making sul territorio barese: dalla vittoria del bando “Che-fare” alle partnership con il Comune di Bari, il Politecnico, l’Isia di Urbino e la Legacoop, diversi sono stati i passaggi che hanno portato alla realizzazione dell’imminente laboratorio XYZ.

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XYZ

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I sessanta partecipanti – provenienti da tutto il continente – sono stati selezionati tra una rosa di 199 candidati e saranno protagonisti di una full immersion progettuale, divisa in tre distinti filoni, di cui il primo, “X”, definirà l’identità della Sos e porterà alla creazione di un logo e all’elaborazione delle sue strategie di comunicazione. “Y” si occuperà degli strumenti che consentiranno alla Sos di funzionare: dal co-living agli open data, all’impostazione gestionale. Infine, “Z”, affronterà il tema de “i processi” ovvero il funzionamento della scuola attorno ai quattro assi delle attività quali la ricerca, la didattica, il co-living e gli spinoff.

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I lavori si svolgeranno dalle 9.30 alle 19.30 ogni giorno tra la sala Murat e l’Isolato 47 e l’iscrizione non ha comportato alcun costo per i partecipanti, se non quelli degli spostamenti per chi viene da fuori Bari.

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I tutor

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Stimolati valore innovativo del progetto, i tutor e i docenti che interverranno durante il laboratorio XYZ terranno i corsi a titolo gratuito. Tra di loro, alcuni nomi di rilievo nel campo della comunicazione e dell’innovazione italiana e internazionale: Luciano Perondi, docente di Storia del libro e direttore dell’Isia di Urbino, Salvatore Iaconesi, Interaction designer, artista, ingegnere robotico, hacker e insegnante di Interaction e Cross-media Design alla facoltà di Architettura dell’Università “La Sapienza” di Roma e all’ISIA di Firenze e Bertram Niessen, ricercatore, insegnante e artista elettronico attivo in diverse università italiane.

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Trovate l’elenco completo dei docenti e dei tutor, con i loro volti e le loro storie, qui.

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Uno dei motti della Scuola Open Source
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“Nei laboratori XYZ – spiegano i coordinatori Lucilla Fiorentino, Alessandro Tartaglia e Alessandro Balena – l’idea è metter su una piattaforma che coordini l’incontro di idee e competenze diverse, diventando il centro nevralgico di una comunità crescente che abiti uno spazio di ricerca, formazione e coprogettazione. Il tutto finalizzato alla produzione, distribuzione e fruizione della cultura dell’innovazione tecnologica e sociale in modalità Open Source, senza recinti o confini. Vogliamo che i partecipanti si spingano in un percorso di ‘apprendimento in situazione’ operando su un progetto reale: appunto la scuola open source. Accompagnati da docenti e tutor orientati alla multidisciplinarietà e a mentalità plurime: l’humus per creare osmosi di competenze ed esperienze tra tutti i soggetti coinvolti”.


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