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BARI –  Quattro indagati e accuse di peculato, abuso di ufficio e truffa aggravata ai danni dello Stato. L’inchiesta della Procura di Bari sulla gestione e gli sprechi all’interno della società Ferrovie Sud Est subisce il primo scossone: oggi, 14 luglio, sono state eseguite alcune perquisizioni a tappeto a Bari, Roma e Lecce. I nomi iscritti nel registro degli indagati sono quelli dell’ex amministratore unico, Luigi Fiorilo, degli avvocati romani Angelo Schiano e Pino Laurenzi e dell’ingegnere salentino Vito Antonio Prato.\r\n\r\nLe perquisizioni \r\n\r\nAlle perquisizioni hanno partecipato, oltre agli investigatori della guardia di finanza, anche i pubblici ministeri titolari del fascicolo e cioè Luciana Silvestris, Bruna Manganelli e Francesco Bretone. Nell’appartamento romano di Fiorillo i finanzieri, oltre a documenti, un computer e un timbro delle Fse, hanno trovato e sequestrato anche 37mila euro in contanti. Gli inquirenti ipotizzano che quella somma possa far parte delle polizze smobilizzate nelle scorse settimane da Fiorillo e su cui la magistratura barese aveva già eseguito un sequestro nell’ambito dell’altra inchiesta sulla presunta truffa dei treni d’oro. I finanzieri del nucleo di polizia tributaria hanno perquisito anche le abitazioni e gli studi professionali a Roma e Lecce degli avvocati romani Angelo Schiano e Pino Laurenzi e dell’ingegnere Prato. L’indagine è coordinata dal procuratore aggiunto Giorgio Lino Bruno ed è solo alle prime battute: a dare il via all’inchiesta è stata la consegna, da parte dei commissari dell’azienda, della relazione nella quale vengono indicate alcune possibili irregolarità


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