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“Più che un superstite, mi sento un giocatore del Bari. Ho ancora un anno di contratto, ma non è solo questo che lega un giocatore a una squadra. In ritiro ci mettiamo tutti in discussione, perché il tecnico valuta chi può essere utile per interpretare la sua idea di calcio”: questo l’approccio al primo giorno di ritiro, a Bedollo (Trento), del capitano del Bari Marino Defendi. Tra i veterani della comitiva in Trentino, potrebbe non essere tatticamente compatibile con il credo dell’ex trainer del Frosinone: nel 4-4-2 non è previsto il ruolo di mezzala e Defendi dovrebbe “adattarsi” da esterno.\r\nIntanto ecco gli elogi per Stellone: “È in gamba – dice l’ex Atalanta – e sono sicuro possa dare molto alla squadre e alla società. Vuole una squadra in grado di sacrificarsi anche nelle difficoltà e sempre positiva, soprattutto quando le cose non vanno bene, perché le partite possono cambiare da un momento all’altro. Non è importante il modulo, quanto le motivazioni”.\r\nDefendi spera di conquistare una maglia titolare, consapevole che la sua conferma è in dubbio, e fino alla fine del mercato l’orizzonte potrebbe cambiare: “Come gli altri anni ce la metterò tutta: non mollerò mai e ci crederò fino alla fine. Darò sempre tutto in campo e fuori. Sulla posizione non sono io a dovermi esprimere, ma il mister. I primi anni ho giocato come ala, più avanti sono stato impiegato anche in altri ruoli”.\r\nL’ultima considerazione: “Sono positivo e convinto che dallo staff scelto si possa capire cosa questo Bari e questa società vogliono. Faremo il massimo per non deludere i nostri tifosi”, conclude Defendi. Dopo le ultime stagioni della gestione Paparesta, più che i proclami, la piazza sportiva chiede concretezza e poche illusioni.


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