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BARI – La Procura di Bari ha chiesto il fallimento di Ferrovie Sud Est. L’istanza al Tribunale è stata già depositata venerdì scorso, anche se non è stata ancora notificata ai commissari dell’azienda, la società è affossata da un debito che sfiora i 350 milioni di euro. L’istanza ora verrà assegnata ad un giudice del tribunale fallimentare, che poi dovrà fissare la data della prima udienza e convocare tutte le parti interessate.

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L’inchiesta penale

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La richiesta di fallimento è stata firmata dai pm Francesco Bretone, Luciana Silvestris e Bruna Manganelli, gli stessi che indagano sulla gestione di Fse prima del commissariamento avvenuto nel dicembre del 2015. Nel fascicolo d’inchiesta vengono ipotizzati i reati di peculato, abuso di ufficio e truffa aggravata ai danni dello Stato, risultano indagati l’ex amministratore unico, Luigi Fiorilo, degli avvocati romani Angelo Schiano e Pino Laurenzi e dell’ingegnere salentino Vito Antonio Prato. Il fascicolo, coordinato dal procuratore aggiunto Giorgio Lino Bruno, è stato aperto dopo il deposito da parte dei commissari della due diligence svolta dalla società Deloitte.

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La trattativa con Fsi

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La richiesta di fallimento della Procura barese arriva proprio mentre si stava per concludere l’operazione che dovrebbe portare Fse all’interno di Ferrovie dello Stato italiane (Fsi). Venerdì prossimo era previsto l’annuncio del passaggio, ma a questo punto bisognerà capire se la fusione avverrà lo stesso.


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