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Nella zona industriale, a rischio desertificazione per la crisi economica, sbarcano i libici. Un imprenditore dell’ex paese di Gheddafi è intenzionato a costruire a Bari uno stabilimento per imbottigliamento di bevande destinate ai paesi della costa sud del Mediterraneo.\r\n\r\nL’investimento supererebbe i 20 milioni di euro, con conseguenti assunzioni di lavoratori: quest’ultimo passaggio sarebbe una vera boccata d’ossigeno per il contesto occupazionale del territorio.\r\n\r\nLo stato dell’arte\r\n\r\nLa richiesta di insediamento industriale è pervenuta all’Asi di Bari nel luglio scorso e l’imprenditore ha visitato il suolo, che si estende in tutto per 20 mila metri quadrati, su cui dovrebbe sorgere lo stabilimento. Il consiglio di amministrazione dell’Asi gli ha assegnato il suolo per un corrispettivo di 800mila euro circa (36 euro a metro quadrato). Secondo il regolamento Asi, l’acquirente ha 30 giorni di tempo per prendere possesso dell’area e tre anni per realizzare l’insediamento, altrimenti il consorzio potrebbe chiedere la restituzione dei suoli.


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ConfagricolturaBari
CattolicaBari

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