Se Milano è stata scelta come sede logistica da parte delle cellule islamiste dell’Isis, Bari è la “porta” utilizzata da reclutatori, jihadisti e fiancheggiatori per approdare in Europa.

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E’ nel capoluogo pugliese che si è insediato chi ha il compito di preparare documenti falsi e dare supporto logistico per i foreign fighters. La conferma arriva da una rivelazione del Corriere della Sera che, attraverso dei documenti ritrovati dai servizi segreti libici durante l’offensiva contro l’Isis a Sirte, ha ricostruito la rete del terrore. Secondo il quotidiano nazionale, a Sirte sono state scovate carte ufficiali nelle quali si fa esplicito riferimento ad una cellula terroristica che si troverebbe a Milano.

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Uno dei personaggi di maggior spicco di questo gruppo è Moez Fezzani, tunisino conosciuto come Abu Nasim. I servizi segreti dei Paese europei, compresi quelli italiani, stanno ora cercando di ricostruire come un puzzle la sua rete. Da quanto emerso sino ad ora, del gruppo di presunti estremisti radicati nell’area di Milano farebbe parte anche il mullah Fouad, cioè Mohamad Majid, l’iracheno arrestato a Bari il 20 febbraio del 2015. Majid avrebbe avuto collegamenti con diversi personaggi legati all’estremismo islamico.

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Tra questi ci sarebbe un altro tunisino espulso dall’Italia, Said Cherif. Il quale nel 2011, utilizzando una cartolina milanese del Castello Sforzesco, avrebbe contattato l’iracheno per chiedergli l’indirizzo di Raphael Gendron, l’ingegnere francese arrestato a Bari l’11 novembre del 2008 perché sospettato di terrorismo, assolto al termine del processo e morto successivamente mentre combatteva in Siria accanto alle forze dell’Isis.

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