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Il primo settembre, termine ultimo per l’assegnazione dei docenti alle scuole sul territorio nazionale, si avvicina. Entro sette giorni verrà completata anche sul territorio pugliese la seconda fase del reclutamento degli insegnanti, prevista dalla legge sulla “Buona scuola”, ovvero la chiamata diretta. Secondo quando indicato dalla riforma, sono i presidi a scegliere quali docenti assumere, selezionandoli tra coloro che hanno inviato i curricula in risposta ai bandi pubblicati dai singoli istituti.

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In questa settimana – il termine ultimo per le operazioni di competenza delle scuole è fissato ad oggi  –  la chiamata diretta interesserà in Puglia 2146 docenti di scuola secondaria; le selezioni per la primaria sono state invece completate lo scorso 18 agosto. Del totale degli insegnanti, 882 saranno chiamati da istituti nel barese, 236 nel brindisino, 471 nel foggiano, 248 nel leccese e 363 nel tarantino. “Non stiamo riscontrando – spiega il segretario generale di Cisl scuola Puglia Roberto Calienno – particolari problematiche nelle selezioni da parte dei presidi. Abbiamo infatti in precedenza concordato con i dirigenti scolastici dei criteri generali che permettessero una scelta equilibrata dei docenti da assumere con chiamata diretta. Abbiamo così evitato che si trasformasse in una lotteria”. Toccherà invece all’Ufficio scolastico regionale garantire l’assegnazione dei docenti non selezionati dai presidi con la chiamata diretta.

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Tutto a posto insomma? Non proprio.

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Le difficoltà, secondo il sindacato, potrebbero nascere dopo la fatidica data del primo settembre e continueranno anche dopo l’avvio dell’anno scolastico sarà iniziato. “Ci sono ancora delle questione irrisolte – spiega Calienno -, che creeranno non pochi problemi. Basti pensare alle conciliazioni, ai trasferimenti sbagliati o alle assegnazioni provvisorie. Ad esempio per effetto di queste ultime potrà succedere che un docente, chiamato in un determinato istituto, sarà costretto dopo poco ad andare via per effetto dell’assegnazione provvisoria. Insomma dal primo al 15 settembre, e anche oltre, si creerà un caos inenarrabile nelle scuole”.

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Senza contare poi i ritardi che si sono creati anche nelle procedure concorsuali, che permetteranno ai docenti di essere immessi in ruolo. Insomma, per gli insegnanti pugliesi si preannuncia un autunno caldo.


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