Riassunto della precedente puntata…\r\n“Stavo facendo un giro in moto e hanno fermato #giustammè”.\r\nSiamo fermi per strada da ormai trenta minuti, la luce blu del lampeggiante mi attira come una falena…non mi è mai piaciuto il blu, mi ha sempre fatto la “faccia del cane che scappa”.\r\nNon stavo correndo, ve lo giuro, ma ho una moto di grossa cilindrata, ergo sino a prova contraria, per alcuni signori in divisa, sono un potenziale delinquente.

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Hanno ragione a essere preoccupati, infatti se guardate bene le immagini del crollo delle torri gemelle, a schiantarsi sul World Trade Center non sono stati due Boeing 767…ma due Ducati 696; fanno bene ad essere sospettosi perché si sa che tutti i fondamentalisti hanno la patente A infatti lo gridano pure prima di farsi esplodere: “Allah halapatent’A”.\r\nMa torniamo a noi…il libretto di circolazione è nelle mani dei rappresentanti della legge da mezz’ora, sono sicuro che quando tornerà da me non mi riconoscerà più. La “zavorrina” che era con me da quando ci hanno fermati non fa altro che ripetere: ”Prendiamo la macchina…ti avevo detto di prendere la macchina…la macchina, e invece tu no…usciamo con la moto amore…sei il solito egoista…ho speso cinquanta euro di parrucchiere e mi fai mettere sto coso in testa…”.\r\nTu stai lì in silenzio, perché sei convinto che se non ti arrestano per la moto, lo fanno per maltrattamento sulle donne…sì perché se si azzarda a chiamare un’altra volta “Sto coso” il mio casco in puro carbonio “ultrasuperfigo” da mille euro, il quale in un’ipotetica scala affettiva è molto più su della mia ragazza, la mando male così forte che la spettino. Ma ci sono le guardie e allora sorrido e le dico: “Sì, lo so amò, hai ragione”. Sembrerebbe finita? No. Lei, che già per natura ha sempre ragione, si sente spronata dal fatto che io le ho dato ragione, e ricomincia con la storia della macchina: “Lo so…lo so che ho ragione…non c’è bisogno che me lo dica tu che ho ragione…ma si, andiamo con la moto, mettiamoci il casco, gli stivali…il giubbotto con le protezioni come se non facesse già abbastanza caldo…”.

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Quello è il momento preciso in cui ti verrebbe di andare dai carabinieri e di confessare tutto:\r\n“Marescià, una volta l’ho tirata sino a 319 chilometri orari, i coperchietti delle ruote non sono originali, aggiungo l’additivo alla benzina per andare più veloce…mi arresti marescià, la imploro, mi arresti e mi porti via da sta stro…loga”. Poi però ti ricordi delle cose belle della vita, di quella volta sul passo che umiliasti il tuo amico al curvone passandolo dall’esterno e Heidi con la caprette MUUUTEEE…di quando hai alzato così tanto la targa della moto che ci si poteva tagliare il salame sopra, di quando si ruppe la leva della frizione ma tu con due fascette e un cacciavite sei tornato a casa…e non confessi, ti tieni tutto dentro…resisti nella speranza che ci sia una giustizia divina che quantomeno le faccia perdere la voce a quella che da lì a poco diventerà la tua futura ex. Silenzio, ti godi quell’attimo quasi dimenticandoti che ci sono i “Carramba” che ti stanno per fare la cacchiola* (Dicasi cacchiola, antico rito goliardico che prevede la beffa del buontempone di turno, da parte di un gruppo di illustri eruditi per mezzo di un giuoco che ha come scopo quello di scaraventare la vittima di turno a gambe aperte contro un palo). Le guardie che ti hanno fermato continuano a guardarti con la stessa faccia che hanno i giocatori di poker quando tentano di capire se i loro avversari stanno bluffando o meno, e tu sei lì con le gomme che ormai si sono raffreddate e la tipa dietro che parla ancora. In realtà non ha mai smesso di farlo.\r\n“Ma mia madre me lo aveva detto…lascialo a quello che è un vagabondo, che strxxxa, che strxxxa che sono stata a non darle retta…confessa tutto alle guardie, digli che di omologato in questa cosa c’hai solo il telaio, digli che dici sempre che farai l’ultima modifica, ma non mantieni mai la promessa…diglielo, diglieloooo che c’hai talmente tanto carbonio su sta moto che i fulmini ti aspettano fuori dal garage…di la verità alle forze dell’ordine, non perdiamo altro tempo, costituisciti! Eeee, ma ti sistemo io…perché tu adesso devi scegliere…”. Al suono di quella frase anche i carabinieri si girano a guardarti…se fosse un film adesso la scena sarebbe lei da una parte e tu con i “carramba” dall’altra.

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Ti bagni le labbra oramai aride per l’attesa e guardandola le dici: “Scegliere cosa?”. I carabinieri sono con te, uno ti dà una pacca sulla spalla, l’altro ti passa una Tennent’s…\r\nLei incazzata come un cinghiale ferito ti urla: “O me o la motoooooooo!”.\r\nVorresti fare una pazzia, urlare e giocarti il jolly della tua esistenza…ma non lo farai mai. Quella sera torni a casa con lei, e le chiedi scusa, scusa per averla trascurata, scusa per non esserti preso cura di lei, per non averla accarezzata abbastanza, per averla messa in secondo piano. Prima di lasciarla, le dai un bacio…una carezza e controlli che il bloccadisco sia inserito bene.

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La stro…loga, l’hanno trattenuta i carabinieri, faceva l’estetista in casa, mai una fattura in 13 anni di onorato servizio…Loro non potevano saperlo, ma al cospetto degli uomini di legge…bisogna dire sempre la verità no?\r\n#siamobikernoncriminali\r\n

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