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Ascensori rotti, infiltrazioni e bagni otturati, pavimenti, muri e scale antincendio distrutti, aree verdi non curate. Non è facile fare lezione per i mille studenti del liceo classico Socrate di Bari, che nella sede centrale e nella succursale di Poggiofranco sono costretti a convivere quotidianamente con tante problematiche che influiscono sulla qualità della vita scolastica.\r\n\r\nI problemi strutturali nella succursale\r\n\r\nÈ soprattutto nel plesso della succursale in via Papa Giovanni XXIII che si concentra la gran parte delle criticità: l’edificio risale a quasi 60 anni fa e si porta dietro da anni diverse criticità. Qui circa 300 studenti fanno lezione in strutture con mura prefabbricate e poco resistenti, che tendono a scalfirsi, come dimostrano i tanti buchi sulle pareti dei corridoi e delle stanze. E a peggiorare la situazione ci si mettono anche le infiltrazioni d’acqua, che hanno scalfito le pareti in diversi punti, lasciando anche grosse macchie scure. “Quando piove – spiega la dirigente Santa Ciriello – gocciola acqua anche in palestra, in corrispondenza dei punti in cui il muro è distrutto”.\r\n\r\n

\r\n\r\nAnche a camminare però bisogna fare attenzione. Il pavimento, composto da mattonelle di pvc fissate una all’altra con della colla, in alcuni punti sono sollevate. E al momento l’unica cosa che le tiene assieme è lo scotch, con cui sono coperti anche i tanti buchi sui muri. “Un problema – spiega la preside  – che ormai abbiamo da tre anni. Abbiamo chiesto tante volta alla Città metropolitana di intervenire. Ci hanno risposto che è un problema troppo costoso e che quindi non potevano fare niente. Così come per tutte le altre mancanze di questa struttura”.\r\n\r\nL’ascensore rotto nella sede centrale e il verde abbandonato\r\n\r\n”Troppo costoso” è quello che si è sentita rispondere la preside anche quando ha segnalato il guasto di uno dei due ascensori nella sede centrale del Socrate, per la precisione quello che porta al garage. I piccoli interventi di manutenzione sono infatti effettuati regolarmente dai tecnici della Città metropolitana, ma quando salta un componente costoso fanno spallucce. “Ora gli studenti disabili o chi è temporaneamente impossibilitato a camminare come deve fare a raggiungere la macchina?”, lamenta la preside, che già è costretta a barcamenarsi con i fondi minimi – 18 euro per ogni studente con disabilità – ricevuti  per ottemperare alle necessità dei ragazzi più sfortunati.\r\n\r\n \r\n\r\nUn problema comune nelle due strutture sono invece le aree verdi, che vengono curate saltuariamente con i fondi dell’istituto e che oggi sono piene di erbacce e rifiuti. “È stato a maggio dello scorso anno che ho programmato l’ultimo intervento sulle aree verdi con l’ausilio del personale della scuola. Chiaramente non possiamo starci sempre dietro noi a queste cose. Il personale della Città metropolitana? Sono venuti a sistemare i giardini 4 o 5 anni fa, poi non si sono più visti. E come per molti altri interventi se faccio richiesta non ottengo neanche risposta. Così si mette in pericolo la salute di ragazzi e vicini”. Già, perché il plesso sorge non solo accanto all’istituto professionale Tridente, ma anche a diversi palazzi abitati. I vicini si trovano così gatti e altri animali che scorrazzano liberamente, oltre al concreto pericolo che si sviluppi un incendio nei periodi più caldi.\r\n\r\nBagni e strutture di sicurezza da rifare \r\n\r\nConcludiamo il nostro viaggio nella succursale del Socrate con una visita ai bagni. “Si intasano regolarmente 3 o 4 volte all’anno – spiega la Ciriello – e diventano inutilizzabili finché non li spurghiamo. Qui i problemi idraulici si sprecano: recentemente ci siamo accorti che una delle due pompe dell’autoclave si è rotto. L’altra quindi funziona 24 ore su 24 per garantire l’acqua alla struttura. Abbiamo ricevuto lamentele da parte dei vicini per i rumori”. Non mancano poi le perdite d’acqua all’esterno della struttura, come ci racconta un bidello che lavora alla succursale.\r\n\r\n \r\n\r\nE anche in tema di sicurezza ci sono degli interventi che andrebbero effettuati con urgenza. A cominciare dalla copertura antiscivolo all’ingresso, che ormai comincia a staccarsi. C’è poi la scala antincendio, ormai tutta arrugginita e non controllata da anni. “Saranno 15 anni – dichiara la Ciriello -, da quando è stata installata, che non sono stati fatti interventi di manutenzione. E quando fai presente i pericoli per la sicurezza degli studenti con strutture così vecchie alla Città metropolitana o non ti rispondono o ti ripetono le stesse cose. Ad esempio dicono che l’intervento proposto è troppo costoso, una frase che conosciamo a memoria”.


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