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Oggi comincia la bonifica permanente della Fibronit. “Un momento storico”, spiegano dal comitato cittadino che in questi ultimi anni ha lottato per conto delle 400 vittime  (tra operai e residenti) del mesotelioma pleurico, il tumore provocato dall’amianto.\r\n\r\nLa Fibronit, fondata nel 1935, è stata attiva per 50 anni nel cuore di Bari. Dopo la prima bonifica (terminata nel 2007 e fortemente voluta dall’allora sindaco Michele Emiliano e da Maria Maugeri, ex assessore all’Ambiente e consigliere comunale, scomparsa di recente, che che ha portato avanti una lunga battaglia per liberare la città dai siti inquinati) oggi comincia la fase più importante, quella che permetterà di riaprire, una volta per tutte, i cancelli della fabbrica della morte.\r\n

\r\n\r\nIl progetto\r\n\r\nLa bonifica durerà 714 giorni e per gli interventi sono stati stanziati 14 milioni di euro. Sarà eliminata ogni traccia di amianto dal sottosuolo; saranno realizzate delle tensostrutture in decompressione in cui verranno frantumate le macerie contaminate e stoccate nella zona nord del sito. Al termine delle operazioni, il sito sarà messo in sicurezza grazie all’impiego di speciali pacchetti di isolamento,  strati impermeabili che verranno ricoperti dal terreno. Alla fine dell’intervento (la gara è stata aggiudicata all’Ati con capogruppo la ditta Teorema) l’area sarà caratterizzata da una serie di collinette artificiali. Il prossimo passo sarà la realizzazione in quell’area da 100mila metri quadri del “Parco della rinascita”, dedicato alle vittime dell’amianto.\r\n\r\nIl comitato\r\n\r\n”Alle 11.30 – commenta Nicola Brescia, presidente del Comitato cittadino Fibronit – si apre il cantiere che porterà alla messa in sicurezza definitiva dell’area Fibronit. Potrei definirlo il più grande successo ambientalista, civile e giusto che la città di Bari abbia mai conseguito. Oggi  si apre il capitolo decisivo, quello che tra pochi anni vedrà sorgere il Parco della Rinascita che onorerà le vittime di questa fabbrica che ha illuso e poi ucciso centinaia di lavoratori per poi offendere la vita di tanti cittadini baresi. E vogliamo che si chiami “Parco della Rinascita” perché in questo nome riusciamo a scorgere il volto di tutti coloro che non ci sono più”.\r\n\r\n

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\r\n\r\nE proprio sul parco c’è ancora l’incognita dei fondi. “Ora – conclude –  dobbiamo ancora lavorare per reperire i fondi necessari alla realizzazione del parco. Dovremo premere sul governatore Emiliano perché si faccia promotore e curatore di questa ricerca, perché ne ha le competenze e il dichiarato desiderio. In questo modo darebbe un ulteriore giusto apporto ad un obiettivo che ha contribuito a raggiungere. Parafrasando una canzone di successo potrei dire: andiamo a cominciare”.\r\n\r\n

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