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Dal 2010 ad oggi, complice una raccolta differenziata ferma al palo e la situazione dell’impiantistica che è andata peggiorando di anno in anno, a Bari e provincia la tassa sui rifiuti, la Tari, è aumentata del 43,04%, l’incremento più alto di tutta la Puglia. E’ quanto emerge da uno studio di Federconsumatori effettuato a livello nazionale, come campione è stato preso in considerazione un nucleo composto da tre persone che vive in un appartamento di 100 metri quadri. Nella graduatoria nazionale, con 343 euro all’anno di Tari la Puglia è la terza regione quanto a spesa; si paga di più solamente in Campania (427 euro) e in Sicilia (381 euro). In Trentino Alto Adige, la più virtuosa, la famiglia tipo paga mediamente 178,50 euro, seguono in ordine il Friuli con 227 euro, il Molise e Veneto con 228 euro. Confrontando i dati pugliesi emerge che chi abita a Barletta paga di più, in media 376,39 euro all’anno; non va meglio ai brindisini che nel 2016 hanno pagato 375,65 euro, pochi centesimi di differenza rispetto ai barlettani. A seguire c’è Taranto (352,18 euro in media), Bari (345,21 euro), Foggia (329 euro) e, infine, Lecce (281,26 euro). Analizzando solamente gli anni 2015 e 2016, a Bari c’è stato l’incremento percentuale più importante del costo della Tari: rispetto ad un anno fa i baresi pagano il 10,64% in più (in soldoni 33,21 euro).


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