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Ugo Patroni Griffi e Gianni Di Cagno, entrambi esperti di diritto e per una serata dai due lati della barricata “referendum”. L’ex presidente della Fiera del Levante e l’ex componente del Csm hanno animato un dibattito alle 18 al circolo Pd di via Zara. All’incontro erano presenti anche il segretario del circolo Ludovico Abbaticchio e Alessandro De Benedictis, che ha fatto da moderatore.\r\n\r\nLe ragioni del No, Di Cagno: “Il potere andrebbe in toto al governo”\r\n\r\nA sostenere le ragioni del no era Gianni Di Cagno, che al microfono di Borderline24 ha spiegato quali sono i punti deboli della riforma costituzionale per cui si andrà a votare il prossimo 4 dicembre. “Le ragioni per cui votare no – ha spiegato l’avvocato – sono di merito, riguardano cioè il testo della proposta. Se dovesse passare si creerebbe uno squilibrio eccessivo di poteri. Con il risultato che a detenerlo sarebbe quasi completamente il governo e il Parlamento avrebbe un ruolo minoritario”.\r\n\r\nUna scelta che a suo dire farebbe venire meno il concetto stesso di democrazia in Italia. “D’altronde – ha concluso – il Parlamento è il vero rappresentante di tutti i cittadini”.\r\n\r\nLe ragioni del Sì, Patroni Griffi: “È un primo passo, poi miglioreremo col tempo la riforma”\r\n\r\nUsa una metafora mutuata dal gioco dello scopone Ugo Patroni Griffi per spiegare la necessità di questa riforma. “Quando le cose non vanno al tavolo, il giocatore che fa? Spariglia. Ecco qui è lo stesso, è un’occasione eccezionale di sparigliare le carte ed iniziare con un passo diverso le prossime legislature”. L’ex presidente della Fiera del Levante  ammette che la riforma non è ancora perfette, ma apre a future modifiche da concordare con tutti i rappresentanti politici. “È un primo passo che va fatto. Siamo abituati ad una legislazione, non solo costituzionale, molto carente. La riforma è perfettibile, certo, ma è il meglio che abbiamo a disposizione al momento”.\r\n\r\nDopo il voto, a suo dire, si potrà procedere con eventuali modifiche. “D’altronde – ha concluso – la Costituzione è stata modificata finora 16 volte. Farlo una 17esima o una 18esima in futuro non cambia nulla. Si mette a rodaggio e poi si decide se fare un tagliando”.\r\n\r\nAbbaticchio: “Il mio non è un sì ‘innamorato’, ma serve rinnovamento”\r\n\r\nDella “perfettibilità” della riforma proposta dal premier Renzi è convinto anche Ludovico Abbaticchio. “Il mio non è un sì ‘innamorato’ – ha commentato -, però fa parte di una fase di rinnovamento. Ci sono anche delle ragioni legittime del fronte del no, ma da qualche parte bisogna partire per cambiare le cose. Magari in futuro si potrà migliorare ancora, con successive modifiche”.\r\n\r\n 


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