Un’ultima riunione e poi, con ogni probabilità, cominceranno i trasferimenti di alcuni reparti dagli ospedali Di Venere e San Paolo verso l’Oncologico Giovanni Paolo II. In particolare, tre cliniche sono pronte a passare all’Irccs e sono la Chirurgia toracica, l’Anatomia patologica e l’Oncologia medica, un “trasloco” che nell’intenzione del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e dei vertici dell’Oncologico servirà a potenziare l’offerta ma che non è vista di buon occhio da alcuni sindacati e da parte del personale medico.

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Infatti, per qualcuno lo spostamento non risolverà i problemi che attualmente ci sono, ma potrebbe persino peggiorarli perché va a privare gli ospedali dell’Asl Bari di alcune specialità, sguarnendoli, e va a doppiare strutture già funzionanti all’Irccs. Poi c’è il nodo del trasferimento del personale: la legge prevede che il passaggio sia solamente su base volontaria, in sostanza nessuno potrà essere costretto a lasciare, ad esempio, il Di Venere per andare a lavorare all’Oncologico.

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Questo sulla carta, poi però si pongono altre questioni, come il ricollocamento del personale che, eventualmente, dovesse rifiutare il trasferimento e l’assunzione di altri medici o infermieri. Anche di questo si parlerà domani durante la riunione alla quale parteciperanno i dirigenti dell’Asl, dell’Irccs e i rappresentati sindacali. Ma mentre si lavora allo spostamento di reparti, resta ancora irrisolto un paradosso: l’Oncologico ancora non dispone di un acceleratore lineare.

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