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“Siamo e resteremo al fianco di queste donne e di questi uomini che chiedono solo di poter restare a insegnare nella propria terra. Perché la legge 107, nata per stabilizzare, non deve in realtà creare nuova precarietà sociale e didattica”.\r\n\r\nLo dichiara il presidente della VI Commissione Istruzione e consigliere regionale de La Puglia con Emiliano, Alfonso Pisicchio, in occasione del sit-in davanti al Consiglio regionale della Puglia dei docenti dei ‘Nastrini Rossi’, il movimento dei neoassunti con la ‘Buona Scuola’, ma trasferiti verso cattedre del Nord e Centro Italia. Una mobilitazione, messa in scena con candele e ceri accesi in vista del prossimo 2 novembre quando le organizzazioni sindacali ed il Miur decideranno sulle sorti e sulle procedure di mobilitàdi queste professionalità.\r\n\r\n“Dopo la mozione da me presentata e votata all’unanimità a fine luglio dal consiglio regionale – spiega Pisicchio – la Regione sta cercando di mettere in moto nei propri limiti, visto che si tratta di competenze legislative nazionali, meccanismi di correzione anche grazie a un tavolo di confronto aperto con alcuni parlamentari di maggioranza”.\r\n\r\n“La legge 107 – aggiunge il consigliere regionale – non può dividere il nostro patrimonio umano e professionale dei docenti pugliesi e né può creare nuovi precari, perché abbiamo docenti plurispecializzati e che per anni e per decenni hanno insegnato nel nostro territorio. Ma oggi la legge sta creando divisioni tra coloro che sono neoassunti e coloro che continuano a stare dentro come precari nelle graduatorie ad esaurimento. E invece ci sono le possibilità che tutte queste unità professionali possano insegnare nei propri territori. Infatti, se in Puglia noi parametriamo il rapporto alunni per classi rispetto a quello della media nazionale, vediamo che tale rapporto è abbastanza alto. Allo stesso tempo il rapporto docenti per classi è invece più basso sempre rispetto alle altre regioni italiane. Bene, grazie a un riallineamento generale di questi due indici, noi avremmo nella nostra regione oltre 3mila e 500 posti occupazionali aggiuntivi che riuscirebbero – conclude Pisicchio – ad alzare non solo la qualità della nostra scuola ma anche ad assicurarequi in Puglia posti ai docenti di ruolo e non”.\r\n\r\n 


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