Chiude con numeri da record la mostra “Giorgio de Chirico – Ritorno al Castello”, ospitata nel Castello di Conversano dal 10 luglio scorso. Fino a ieri, data in cui si è conclusa l’esposizione del pittore avanguardista, sono stati oltre 40mila i visitatori, provenienti non solo da tutte le province della Puglia e d’Italia, ma anche – il 3,7 per cento del totale – dall’estero.\r\n\r\nUn successo che ha coinvolto anche gli istituti pugliesi, con 7mila studenti – da quelli di scuola primaria fino agli iscritti all’Università di Bari – che hanno partecipato non solo a visite guidate, ma anche a laboratori dedicati all’arte di Giorgio de Chirico. Il tutto nelle stanze del Castello di Conversano, che hanno pspitato 27 dipinti, 10 litografie, otto disegni ed acquerelli e cinque sculture dell’artista contemporaneo, che vanno dal suo periodo neobarocco a quello metafisico.\r\n\r\nL’assegno alla Fondazione Telethon \r\n\r\nTra le tante iniziative portate avanti durante la mostra – organizzata dall’associazione culturale Artes, dal Comune di Conversano e dalla Fondazione Giorgio e Isa de Chirico – c’è stato anche un progetto a scopo benefico, che ha visto alleati “l’Arte possibile” – la sezione dedicata al mondo dell’arte del festival letterario “Il libro possibile” – e Bnl per Telethon.\r\n\r\nArtes ha infatti donato oltre 11mila euro, ovvero il ricavato degli ultimi 20 giorni di proroga della mostra,  alla Fondazione Telethon per finanziare la ricerca sulle malattie genetiche rare oggi ancora incurabili. “Un impegno – ha spiegato la direttrice artistica del ‘Libro Possibile’ Rosella Santoro – che speriamo di continuare a portare avanti con altre iniziative in futuro. Questa è la dimostrazione che la cultura può fare del bene”.\r\n\r\nAldo Patruno: “La Puglia finanzierà progetti come questi a lungo termine”\r\n\r\nI dati relativi alla mostra sono stati presentati questa mattina durante un incontro al Circolo della Vela di Bari, a cui ha partecipato anche il direttore del dipartimento Cultura della Puglia Aldo Patruno. “Il nuovo Piano strategico della cultura – ha spiegato -, che stiamo mettendo a punto, non coprirà più in toto gli eventi con finanziamenti a fondo perduto. Ora invece pensiamo di studiare a monte forme di supporto economico per i progetti che dimostrano di avere una visione più a lungo termine. Interverremo quindi sui punti finanziariamente più deboli di quei progetti, così da poterli supportare”.\r\n\r\nUna strategia che la Regione sta portando avanti vista l’impossibilità di usufruire per sempre di grossi finanziamenti dall’Unione europea. “Ora i contributi per gli operatori culturali ci sono – ha spiegato – e sono cospicui. Dobbiamo agire però sin da ora per non farci trovare impreparati quando dovremo andare avanti solo con le nostre forze. Ci vuole un sistema che supporti progetti che abbracciano una commistione di arti”. L’esempio portato avanti da Patruno in questo caso è il forte di Bard, in Valle D’Aosta, che ogni accoglie 400mila visitatori, il doppio di Castel del Monte. “Un’affluenza tanto massiccia per una città con pochissimi abitanti è dovuta, oltre alla bellezza del monumento, anche dal fatto che i turisti possono ammirare sul posto mostre, esposizioni di artigianato e persino pernottare al suo interno. Questo significa fare cultura a 360 gradi”.

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