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C’è un’emergenza spazi nell’istituto Panetti in via Re David, una situazione con cui la preside Eleonora Matteo ormai convive da diversi anni. E a cui oggi si aggiungono anche alcuni lavori – ancora da completare – per le scale di emergenza, che hanno reso inutilizzabili altre aule e creato grossi disagi ai 600 studenti del plesso e al corpo docenti.\r\n\r\nL’edificio “occupato” dagli alunni del Perotti\r\n\r\nI problemi dell’istituto sono iniziati tre anni fa, nel 2013, quando l’edificio adiacente, prima occupato da aule e laboratori del Panetti, viene concesso dalla Città metropolitana al Perotti, che sistema nei primi due piani alcune classi. “Da un momento all’altro e senza spiegazioni – dichiara la dirigente del Panetti – non abbiamo più potuto disporre di quegli spazi, che contenevano non solo aule, ma anche cinque laboratori. Alcuni li abbiamo dovuti dismettere, perché nell’edificio che ci ospita non c’era spazio e di conseguenza abbiamo dato priorità alle aule. Peccato, perché gran parte della nostra didattica non si basa sulle classiche lezioni frontali”.\r\n\r\n

\r\n\r\nNonostante le tante richieste alla Città metropolitana la preside non è mai riuscita ad ottenere degli spazi aggiuntivi, una situazione che ha portato conseguenze negative anche per gli studenti. “Alcuni laboratori sono stati trasformati in aule – prosegue la Matteo -, ma non sono spazi creati per quell’uso, infatti le lezioni sono dispersive. Altri laboratori invece sono stati unificati, così da ricavare altre classi per gli studenti. La Città metropolitana avrebbe dovuto assegnare gli edifici agli istituti in maniera più rigorosa, noi siamo stati ampiamente penalizzati dalla riorganizzazione delle strutture”. Il rischio ora è che se il trend di iscrizioni dovesse confermarsi in crescita, come quest’anno, anche altri laboratori dovranno essere smantellati. Il primo a fare questa fine sarebbe “l’aula – tablet”, un’area multimediale che contiene alcuni dispositivi tecnologici a disposizione degli studenti.\r\n\r\nLe infiltrazioni \r\n\r\nOltre agli spazi mancanti l’istituto deve combattere con il problema delle infiltrazioni. Nel laboratorio di Chimica, ad esempio, si trovano grosse macchie di umidità, che compaiono dopo ogni acquazzone. “È un problema – spiega la preside – che abbiamo ormai da un anno. Ogni settimana vengono gli operai della Città metropolitana per eliminare l’umido con lo stucco e non appena torna il maltempo la situazione si ripresenta. Ieri ci sono stati dei lavori sulla guaina, purtroppo si tratta di manutenzione ordinaria, qui invece andrebbe sostituito tutto”. E basta farsi un giro all’esterno del laboratorio per notare come le perdite della guaina hanno deteriorato anche la cinta muraria prima di arrivare nei laboratori.\r\n\r\n \r\n\r\nLe scale di emergenza da completare\r\n\r\nA peggiorare la situazione si sono aggiunti dalla fine dello scorso anno alcuni interventi che stanno limitando ancora più lo spazio a disposizione degli studenti: le scale di emergenza.\r\n\r\n \r\n\r\nI lavori che porteranno alla costruzione di tre scale di emergenza – in sostituzione di quelle attualmente presenti, ormai vecchie e a rischio crollo – sono ancora in alto mare. Finora sono state gettate le fondamenta solo di una delle tre opere, accumulando ritardi su ritardi, come ci spiega anche la dirigente: “Dagli uffici della Città metropolitana ci avevano promesso che i lavori sarebbero stati completati entro l’inizio dell’anno scolastico. Gli operai purtroppo lavorano a singhiozzo, a causa dei fondi rilasciati con il contagocce e chissà quando termineranno”. Nel frattempo l’istituto ha però dovuto chiudere tre aule al primo piano, che in futuro saranno il punto di accesso alle scale d’emergenza. “Senza contare che al termine dei lavori verranno anche rimosse le porte di emergenza attualmente installate, che oltretutto sono state costruite con un rialzo pericoloso”.\r\n\r\nI lavori nel laboratorio televisivo\r\n\r\nSempre da aprile l’istituto ha dovuto rinunciare anche alla sala usata per i laboratori televisivi, dotata di proiettore cinematografico, che ora prende polvere insieme agli altri strumenti. “Durante una visita – racconta il responsabile del laboratorio Antonio Curci – gli ingegneri della Città metropolitana si sono accorti che il pavimento in parquet era incendiabile e quindi hanno chiuso l’aula per sostituire la pavimentazione”. Anche qui però le promesse di lavori terminati entro l’inizio dell’anno scolastico sono rimaste parole: “Ora ci hanno detto – conclude il responsabile – che termineranno a dicembre, intanto un altro dei servizi a disposizione dei ragazzi è stato bloccato. Ci è rimasta la radio (Radio Panetti ndr), certo, ma anche lì non abbiamo un’aula dedicata e dobbiamo smontare e rimontare ogni volta l’attrezzatura”.\r\n\r\n
I lavori nel laboratorio televisivo
I lavori nel laboratorio televisivo


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