Cabtutela.it
acipocket.it
aqp.it

Uccise l’amante di sua moglie strangolandolo e fracassandogli la testa con un masso, ora il presunto assassino sarà processato e rischia sino all’ergastolo. Per il 41enne operaio Crescenzio Burdi, di Binetto, è stato disposto il giudizio immediato dal gip Gianluca Anglana, il processo inizierà il prossimo 7 febbraio. Oltre a Burdi verrà giudicata anche sua moglie, Addolorata Cuzzi, 29 anni, perché – secondo la ricostruzione dei carabinieri e del pm Antonino Lupo – avrebbe istigato il marito e avrebbe agevolato l’assassinio attirando in una trappola la vittima, il 28enne di Toritto, Stefano Melillo. L’accusa è di omicidio volontario premeditato.\r\n\r\nL’omicidio avvenne lo scorso giugno, stando all’esito delle indagini Cuzzi e Melillo avevano cominciato una relazione, ma ad un certo punto Melillo decise di interrompere il rapporto. La donna, forse per vendetta, si rivolse al marito, Burdi, che escogitò il piano. Con una scusa, la vittima fu attirata vicino al campo sportivo di Binetto, dove Burdi lavorava: il ragazzo fu colto di sorpresa dal suo presunto assassino, che prima lo soffocò con una corda, poi lo colpì ripetutamente con una spranga in ferro e alla fine gli fracassò il cranio con un grosso masso. Dopo l’efferato assassinio, Burdi per sugellare l’accordo con sua moglie incise sull’avambraccio della donna una croce. Il corpo della vittima fu ritrovato in un pozzo. Il 40enne, però, fu arrestato dai carabinieri e attualmente si trova in carcere, la donna invece è in stato di libertà.


© RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE RISERVATA - Borderline24 Il giornale - Ti invitiamo a usare i bottoni di condivisione e a non copiare l'articolo.

ConfagricolturaBari
CattolicaBari

LASCIA UN COMMENTO:

Scrivi il tuo commento
Il tuo nome qui