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“La scuola è aperta a tutti. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.E’ questo l’articolo 34 ai commi 1, 3 e 4 della nostra carta costituzionale.\r\n\r\nTale norma è da considerarsi violata per i ciechi e i pluriminorati della Puglia, visto che è da considerarsi eluso il comma 4, non consentendo agli studenti di percepire i contributi per le attività extra scolastiche. Un articolo la cui attuazione gode del ruolo sussidiario delle associazioni (Unione Italiana dei ciechi e Degli ipovedenti ecc.), le quali formano figure professionali qualificate che affiancano gli studenti ciechi nelle attività scolastiche da svolgere a casa.\r\n\r\nVenendo meno tali fondi si considera inattuata la norma e, pertanto, lo studio non risulta più un diritto comune a tutti. L’istruzione è uno strumento di riscatto che Aurelio Nicolodi (primo presidente dell’unione Italiana dei Ciechi e degli ipovedenti) volle rendere disponibile ai videolesi per renderli liberi dalla schiavitù dell’oblio di un buio visivo e culturale. Le scuole speciali, i cosiddetti istituti per decenni hanno provveduto a formare intere generazioni di non vedenti. Poi l’integrazione nella scuola pubblica, un modello che da sempre ha presentato diverse criticità ed ora la Regione Puglia ne provoca l’inesorabile collasso.\r\n\r\nE’ anticostituzionale un’azione che perpetrata in maniera durevole potrebbe provocare danni irreversibili ai nostri ragazzi, i quali depauperati di un’istruzione adeguata non potranno offrire le giuste competenze  al fine di  spendersi in maniera appropriata in un  mercato del lavoro sempre più selettivo. I ciechi e i pluriminorati sono cittadini fra i cittadini titolari di pari diritti e doveri, perciò, questa disparità di trattamento ci fa pensare che venga messa in discussione l’universalità dei diritti.Siamo sicuri che questa svista si possa recuperare magari si tratterà di cataratta o più semplicemente con un buon paio di occhiali si potrà focalizzare meglio la questione”.\r\n\r\nAntonio Garofalo, presidente dell’associazione “Lezzanzare”


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