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Savino Parisi è ancora il capo indiscusso dell’omonimo clan del rione Japigia di Bari. E’ quanto sostengono i giudici del Tribunale di Bari che hanno condannato il boss a 10 anni di carcere in continuazione con i 18 anni ai quali era stato già condannato in altri recenti procedimenti penali e già, almeno in parte, scontati. Si è concluso, così, il primo grado del processo “Domino”, il procuratore aggiunto Pasquale Drago, capo della Dda barese, aveva chiesto per Parisi una condanna a 30 anni di reclusione.\r\n\r\nOltre a Parisi sono state condannate altre 8 persone, tra di loro Nicola Iandolo, condannato a 10 anni e 6 mesi, Lovreglio Battista (9 anni di carcere), Matteo Radogna (6 anni e un mese), Luigi Spinelli (7 anni e 6 mesi).\r\n\r\nIl Tribunale ha condannato gli imputati anche al pagamento del risarcimento danni nei confronti delle costituite parti civili, Comune di Bari, Città Metropolitana, Fondazione Antiusura San Nicola e Santi Medici e Associazione provinciale Antiracket di Bari.\r\n\r\nGli imputati, in tutto 16, erano accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, traffico internazionale di droga, usura, estorsione, ricettazione e armi.\r\n\r\nNei confronti di ulteriori 16 imputati il Tribunale aveva già dichiarato nel corso delle precedenti udienze il non luogo a procedere per prescrizione dei reati, soprattutto contravvenzioni e intestazione fittizia di beni.\r\n\r\nNell’ambito di questo procedimento il boss di Japigia fu arrestato il primo dicembre 2009 insieme con altre 80 persone. Fu poi scarcerato per scadenza termini nel dicembre 2012 ed è attualmente detenuto nell’ambito di un’altra inchiesta della Dda di Bari sulle estorsioni ai cantieri.


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