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“Cantieri di cittadinanza attiva” festeggia il terzo anno di vita regalando una speranza lavorativa a 258 baresi disoccupati, che grazie alla misura potranno ottenere un tirocinio in un’azienda. Per farlo il Comune di Bari ha messo in campo ulteriori finanziamenti: nel bilancio 2016 sono stati conteggiati altri 800mila euro, che si aggiungono al milione e 200mila euro dello scorso anno.\r\n\r\nI numeri dell’iniziativa\r\n\r\nNato nel 2014, il progetto vuole incentivare le politiche lavorative nell’area comunale, attraverso tirocini semestrali – per soggetti disoccupati e inoccupati, residenti nella città di Bari e con un reddito Isee inferiore ai 3000 euro – con uno stipendio mensile di 400 euro. Strumenti di formazione al lavoro, che in alcuni casi si sono tramutati in contratti. “Finora – ha spiegato l’assessore alle Politiche lavorative Paola Romano – 483 persone hanno iniziato un tirocinio e 278 l’hanno terminato. Di questi 39 hanno poi ottenuto un contratto di lavoro da una delle 189 aziende che hanno dato disponibilità per il progetto”. Ora la graduatoria, a cui sono iscritti 1149 baresi, scorrerà, cercando di coprire per il futuro anche i bisogni dei 590 cittadini ancora in attesa di un lavoro stabile.\r\n\r\nSe guardiamo ai contratti, la situazione è diversificata: i 39 tirocinanti si sono visti offrire sia contratti a tempo determinato, che indeterminato. Qualcuno, che ha svolto il tirocinio in associazioni e non in aziende, invece ha avuto rapporti di collaborazione occasionale anche dopo la scadenza del semestre. “Speriamo – prosegue l’assessore – di mantenere il trend positivo della prima sperimentazione che ha visto oltre il 14% dei tirocini terminati trasformarsi in contratti di lavoro. C’è poi un aspetto ulteriore che l’esperienza del tirocinio può produrre, ossia la riattivazione delle capacità personali, la riconquista della fiducia in se stessi, oltre che l’arricchimento del curriculum vitae”.\r\n\r\nL’identikit degli iscritti\r\n\r\nI dati forniti dal Comune permettono anche di tracciare l’identikit delle persone che si iscrivono alla misura. “L’età è eterogenea – ha spiegato la Romano -, anche se spesso parliamo di persone di età avanzata che hanno perso il lavoro e non sono più abituati a sostenere un colloquio. Noi diamo loro tutti gli strumenti per reinserirsi”. Il titolo di studio minimo richiesto è il diploma di scuola media, anche se permane una piccolo gruppo di laureati in graduatoria (“Saranno una decina”, commenta l’assessore).\r\n\r\nI piani per il futuro \r\n\r\nNei piani dell’amministrazione ci sarà un dialogo sempre più serrato non solo tra le istituzioni – come la Regione Puglia, che a breve metterà in campo un’altra misura di solidarietà per i pugliesi: il Red, reddito di cittadinanza -, ma anche tra le misure.\r\n\r\n”Contiamo di interlacciare – conclude la Romano – i progetti rivolti al lavoro, al Welfare e ai bisogni di nuove case. Provando quindi a supportare chi ha bisogno a 360 gradi. Proprio ieri è stata presentata una misura che va in questa direzione e prova a sostenere l’emergenza abitativa”.\r\n\r\n 


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