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Le auto proseguono lentamente e alla spicciolata. I cappelli di lana e i cappucci impellicciati coprono i pochi volti che incroci per strada. Siamo in via Manzoni, nel quartiere Libertà. Dall’incrocio con via Abate Gimma, molte saracinesche sono abbassate e non per colpa della neve. I cartelli degli affittasi e dei vendesi sono sbiaditi e i riferimenti telefonici per chi fosse interessato a un locale commerciale da queste parti, non sono più leggibili.\r\n\r\nL’unico isolato “commerciale”, è quello tra via Principe Amedeo e via Dante, anche qui comunque non mancano le vittime di una ripresa che tarda ad arrivare. Per il resto – sino ad arrivare a corso Italia – si alternano alle serrande abbassate un negozio cinese, un alimentare, una polleria storica e un tabaccaio.\r\n\r\n”Questa strada sembrava una fiera” – racconta Nicola Milella titolare di un negozio di abbigliamento da donna. Lui è giovane ma ricorda il negozio del papà Sabino che dalle fine degli anni sessanta al primo decennio del duemila vendeva tessuti in via Manzoni. “C’era un fiume di gente” – prosegue “e c’era spazio per tutti. Oggi è cambiato tutto”.\r\n\r\nLa crisi è mondiale. Inutile semplificarla. Lo sa bene anche Milella: “Sappiamo di non poter tornare indietro nel tempo. Vorremmo soltanto che l’amministrazione non ci dimenticasse. Vorremmo un progetto nuovo che portasse da queste parti una ventata di ottimismo”. Un restyling, quindi, per la strada principale del Libertà. Restyling di cui Milella – insieme ad altri commercianti – ha parlato anche con il sindaco Antonio Decaro che si è detto disponibile ad ascoltare le richieste di chi questo quartiere lo vive e ne conosce i punti deboli”.\r\n\r\n”Decaro ci ha assicurato che ascolterà le nostre richieste. Le idee sono tante. Per esempio abbiamo immaginato di chiudere la strada anche temporaneamente. E poi bisogna dare nuovo lustro a questa strada, a questo quartiere. La gente deve aver voglia ancora di fare una passeggiata in queste strade”.\r\n\r\nIntanto però bisogna fare i conti con gli incassi, con i saldi partiti in sordina anche a causa delle avverse condizioni climatiche dopo un periodo natalizio non propriamente redditizio. “I saldi storicamente vanno in continuità con la stagione”, sottolinea Milella. “Se una stagione non è cominciata bene, di certo i saldi non saranno risolutivi”. La soluzione? “Tornare ai saldi di fine stagione. Cioè a fine marzo e ad agosto. Farli prima non ha senso. Ma anche di questo dovremmo parlarne seduti attorno a un tavolo per concertare la soluzione migliore”.\r\n\r\nIntanto la neve continua a scendere. Si attende la fine di questa ondata di gelo per far partire i saldi. Sperando in un bilancio migliore di quello registrato in queste ultime 72 ore.


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