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“Il 2016 doveva essere l’anno della ripresa per il Mezzogiorno e per la Puglia. Invece non c’è stata traccia di crescita e di sviluppo, economico e occupazionale. E, stando alle nostre previsioni, anche nel 2017, la tanto attesa svolta non ci sarà, ma proseguirà uno stato di crescita da ‘zero virgola’”. L’allarme è stato lanciato da  Aldo Pugliese, segretario generale della UIL di Puglia e di Bari-BAT, che ha presentato le previsioni sul 2017 elaborate dall’Ufficio Politiche del Lavoro della UIL regionale.\r\n\r\n“La cassa integrazione, nel 2017, manterrà la medesima tendenza del 2016, con una riduzione di circa il 30% delle ore autorizzate. Tuttavia, non siamo di fronte a una buona notizia: infatti, la flessione in questione sarà dovuta alla riforma del Jobs Act sul tema degli ammortizzatori sociali, che ha irrigidito le regole di accesso alla cassa – spiega Pugliese –  riducendo la durata dello strumento e aumentando il costo per le imprese sulla scorta del sistema bonus/malus. A ciò si aggiunga, dal 1° gennaio 2017, la fine delle indennità di mobilità ordinaria, che porterà molte aziende a scegliere di percorrere la strada della riduzione del personale anziché quella della ristrutturazione, mantenendo il capitale umano”.\r\n\r\nSecondo la Uil il tasso di disoccupazione in Puglia  dovrebbe registrare, nel 2017, un calo tra lo 0,8 e l’1,1 per cento, attestandosi intorno al 18,3-18%. “Un dato tutt’altro che positivo, se si pensa che nel 2008 – denuncia ancora Pugliese –  nei mesi prima dello scoppio della grande crisi, in Puglia il tasso di disoccupazione era dell’11%, dato peraltro non drogato dall’emissione fiume di voucher che si è verificata negli ultimi due anni o dal fenomeno della decontribuzione stabilita dal Jobs Act”.\r\n\r\nSulla disoccupazione giovanile si prevede una riduzione tra il 4,5 e il 5%, che porterà il dato totale, in Puglia, al 46,8-46,3%, con picchi oltre il 50% per quella femminile. “Un dato – continua Pugliese – ancora altissimo, che influirà notevolmente sull’emigrazione dei talenti verso i mercati settentrionali, europei ed asiatici e peggiorerà ulteriormente lo stato di crisi in cui vertono non solo tante aziende locali che puntano sull’innovazione, ma anche molte università nostrane”.\r\n\r\nBocciatura senza appello, da parte della UIL di Puglia, anche per l’attività dell’amministrazione regionale nell’anno appena trascorso, a cominciare dal bilancio.\r\n\r\n“Ci aspettavamo una riduzione delle tasse e dei balzelli, invece sono state tutte confermate, ad eccezione dell’ecotassa, che si rivelerà una batosta per tanti Comuni e, di conseguenza, per tanti cittadini pugliesi, che pagheranno amaramente l’incapacità della Regione Puglia nel settore ambientale. Certo, non si registra un aumento, ma neanche la diminuzione auspicata. Insomma, la Regione, dal punto di vista amministrativo – aggiunge il segretario della Uil –  è in una sostanziale fase di stallo, di immobilismo, come dimostra anche il famoso sistema Maia, che doveva rilanciare l’azione amministrativa e invece ha finito per avvitarsi su se stesso. Un fallimento totale che andrebbe metabolizzato quanto prima”.\r\n\r\nCritiche anche per la Sanità e i trasporti. “Il piano di riordino si è rivelato un piano di disordine, lontanissimo dalle reali esigenze dei territori e dei cittadini. Noi, assieme a Cgil e Cisl e alle categorie della sanità e dei pensionati, ci siamo battuti per nove mesi e continueremo a farlo, al fine di rivendicare un servizio più equo, in grado di venire incontro realmente alle esigenze dei cittadini e del territorio, soprattutto di quei territori colpiti da svariate emergenze ambientali e sanitarie. Infine, sui trasporti, spiace dirlo ma siamo ancora all’anno zero: la messa a sistema dei quattro scali aeroportuali è una chimera, la rete tra porti, aeroporti e ferrovie non è mai stata messa in campo e i trasporti locali – conclude –  fanno acqua da tutte la parti”.


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