Quanti di noi almeno un volta nella vita sono rimasti piegati in due da un acuto mal di schiena?

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Il colpo della strega rappresenta un episodio di lombalgia acuta, ovvero un dolore acuto nella parte bassa della schiena (regione lombo-sacrale) associato a rigidità muscolare e difficoltà o impossibilità al movimento. Molto spesso le persone dicono di sentire come una pugnalata o un morso in un punto preciso.

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Contrariamente a quanto si possa pensare, tende a colpire persone giovani, tra i 30 e i 40 anni, a seguito di un movimento brusco o scorretto di torsione o di flessione in avanti, ad esempio per sollevare un oggetto da terra. A quel punto il corpo si blocca a causa di un forte dolore provocato dallo spasmo muscolare, che rappresenta in realtà una reazione di difesa del nostro organismo, impedendoci di sollecitare ulteriormente alcune strutture già sofferenti o danneggiate.

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Ma quale è la causa? E cosa fare?

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Le cause sono molteplici, a partire dalla vita sedentaria e il sovrappeso che portano rispettivamente ad un indebolimento della muscolatura addominale e lombare e ad un sovraccarico continuo della colonna vertebrale, costretta a sopportare il peso in eccesso senza l’aiuto di una muscolatura tonica adeguata.

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Alcune professioni possono contribuire: lavori di fatica nei quali sia necessario sollevare dei pesi o effettuare torsioni continue; ma anche l’attività sportiva svolta senza un’adeguata preparazione muscolare, trascurando riscaldamento e allungamento muscolare.

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Il colpo della strega può anche essere espressione di una patologia della colonna vertebrale: tra le più frequenti: la degenerazione dei dischi intervertebrali, l’artrosi vertebrale e l’ernia del disco.

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Dunque, cosa fare quando capita? La parola d’ordine deve essere RIPOSO. Per alcuni giorni è infatti necessario evitare il movimento che possa provocare ulteriormente dolore e irrigidimento della muscolatura, e contattare il medico al fine di assumere una corretta terapia farmacologica che possa ridurre il dolore e decontrarre la muscolatura. Anche il calore può essere d’aiuto lì dove il muscolo è contratto.

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E’ sempre importante consultare il fisiatra per poter superare la fase acuta ed evitare che il problema si ripresenti.

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Nelle fasi iniziali la  terapia farmacologica puo’ essere associata e successivamente sostituita da terapie strumentali come la TENS ENDORFINICA a scopo antalgico, la  TECARTERAPIA e gli ULTRASUONI, associati al MASSAGGIO, per risolvere la contrattura muscolare.

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Passata la fase acuta la fisioterapia corre in nostro aiuto ancora una volta, agendo su due fronti: da un lato attraverso la correzione di posture sbagliate, RIPRISTINANDO L’’EQUILIBRIO delle strutture muscolo-scheletriche alterate, mediante esercizi di allungamento muscolare e di rinforzo, soprattutto in allungamento. E’ molto importante rinforzare in maniera corretta la muscolatura paravertebrale, addominale, lombare e glutea per poter offrire un solido sostegno alla colonna vertebrale. Dall’altro attraverso l’EDUCAZIONE e la PREVENZIONE: il fisioterapista diviene infatti un prezioso maestro insegnando come piegarsi per sollevare pesi (se non è possibile evitarli), come alzarsi dal letto, allacciare le scarpe ecc…

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Se la fisioterapia viene effettuata con costanza ed impegno si ottengono ottimi risultati evidenti e…

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… CARA STREGA ARRIVEDERCI A MAI PIU’!!!!

Bif&st 2019 Bari
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