Era il 1984, durante il diciottesimo superbowl, nella cornice pubblicitaria più seguita degli States, appare -per l’unica volta in televisione- lo spot del primo Apple Macintosh diretto da Ridley Scott. E’ da quel 22 gennaio che anche nelle case l’informatica mette piede divenendo uno strumento professionale, ma anche un oggetto largamente utilizzato come passatempo.

Lo spot, chiaro omaggio a “1984” romanzo di Orwell, comincia con una scenografia dai colori cupi, in un’ambientazione industriale e con persone che, all’interno di un lungo tunnel, camminano come fossero soldati dalle menti controllate senza possibilità di modificare le loro volontà. In questo quadro inquietante compare d’improvviso una donna, un’atleta che, con maglia bianca con un disegno del personal computer Mac, un martello tra le mani, corre inseguita da alcuni poliziotti, mentre nel sottofondo, proiettato su un maxischermo, il “Grande Fratello” -interpretato da David Graham- tiene un lungo discorso.

Giunta dinanzi al palco, proprio sulle ultime parole, l’eroina lancia il martello verso il maxischermo, facendolo esplodere. Ultima frase di David Graham è anche lo spot finale: “Il 24 gennaio Apple introdurrà Macintosh. E capirete perché il 1984 non sarà come “1984” ” volendo indicare con questo come, utilizzare una tecnologia non adeguata, rischi di uniformare le persone che tendono quindi ad acquistare personal computer prodotti in massa.

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