Un nuovo colpo è stato inferto sabato scorso al clan Di Cosola: a Ceglie la polizia ha arrestato Vincenzo Di Cosola, nipote del capoclan Antonio (che di recente si è pentito).

Le manette sono scattate al polso del 29enne barese, accusato dei reati di fabbricazione o commercio abusivi di materie esplodenti, detenzione abusiva di armi e ricettazione. Durante la perquisizione nell’abitazione dell’arrestato e in un locale adiacente, gli agenti hanno trovato un vero arsenale, oltre ad esplosivi e materiali per la fabbricazione di esplosivi. Nello specifico sono stati sequestrati una Beretta  – rubata nel 2015 a Grottaglie, una rivoltella Magnum 380 caricata a salve e svariate munizioni, oltre a un giubbotto antiproiettile e dieci metri di miccia a lenta combustione. Il deposito veniva probabilmente usato per preparare gli esplosivi, visto che gli agenti hanno trovato documenti e materiali per la fabbricazione di ordigni esplosivi. Ritrovata anche una bustina contenente circa un grammo di marijuana.

Abitazione con sofisticato sistema di videosorveglianza

Di Cosola dalla sua abitazione aveva la possibilità di controllare quanto avveniva nel deposito adiacente, grazie ad un sistema di videosorveglianza e ad un monitor su cui confluivano le immagini delle telecamere. L’uomo si trova al momento in carcere e la polizia indaga sul materiale perquisito, per capire se sia stato già utilizzato o sarebbe servito in futuro per eventuali reati.

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