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E’ bufera sul trasferimento della sezione Lavoro dal Tribunale civile di Bari ad una sede distaccata di Modugno. Stamattina, 7 febbraio, si è riunita l’assemblea dell’Ordine degli avvocati per ribadire il “no” dei legali allo spostamento. A sua volta il sindaco Antonio Decaro ha chiesto al prefetto Marilisa Magno di “convocare al più presto un incontro per valutare possibili alternative al trasferimento”.

Contestualmente il sindaco ha già avviato un’interlocuzione con l’Agenzia del demanio regionale che si è detta disponibile a individuare possibili soluzioni per ospitare gli uffici in immobili pubblici baresi. “Pur non essendo più l’edilizia giudiziaria una competenza in capo all’amministrazione comunale – spiega Decaro – noi non siamo abituati a girare la testa dall’altra parte, consapevoli che un’ulteriore frammentazione della funzione giudiziaria in due sedi distaccate in due Comuni diversi creerebbe problemi all’attività professionale di centinaia di avvocati e utenti che ogni giorno frequentano e vivono la struttura di piazza De Nicola. Per questo, d’intesa con il presidente del Tribunale De Facendis, prima di procedere con il provvedimento di trasferimento degli uffici, esploreremo tutte le possibili ipotesi alternative che riducano gli impatti negativi sui lavoratori e sui cittadini”.

Dal canto loro, gli avvocati – al termine dell’Assemblena – hanno ribadito “le ragioni che escludono la praticabilità del progettato trasferimento, forti del diritto e del mandato scritti nella Carta dei Principi Fondamentali dell’avvocato Europeo, secondo il quale l’avvocato deve garantire il rispetto dello Stato di Diritto e gli interessi di coloro di cui deve difendere i diritti e le libertà; Il rispetto della funzione professionale dell’avvocato è una condizione essenziale dello Stato di diritto e di una società democratica”. “Lo spostamento a Modugno – si legge nel documento finale – che si profilerebbe e la frammentazione funzionale e topografica progettate, violano tutte le precondizioni per una giustizia più efficace e anzi introducono fattori dirompenti sia per la macchina giudiziaria sia per l’interesse dei cittadini alla durata ragionevole dei processi e allo stesso loro diritto di accedere alla tutela giudiziaria senza ostacoli artificiosi”.

Gli avvocati chiedono che “i magistrati ed il personale di cancelleria della sezione Lavoro del Tribunale di Bari e della sezione Lavoro della Corte d’Appello di Bari condividano il presente documento”.


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