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Una procedura di dubbia legittimità e che non tiene conto dei sindacati. La Uil si scaglia contro la Buona Scuola e, in particolare, sulla norma che affiderà alle segreterie scolastiche le pratiche pensionistiche, sin ora gestite dall’Inps. “Ci auguriamo che proprio il Ministero intervenga quanto prima per invertire la rotta e porre fine a una situazione a dir poco kafkiana”, esordisce Gianni Verga, segretario generale della Uil scuola Puglia.

“Abbiamo convocato per il prossimo 22 marzo – rende noto Carlo Callea, segretario della territoriale di Bari – un’assemblea sindacale per le province di Bari e Bat rivolta al personale amministrativo, al fine di concordare le azioni da intraprendere contro questo modo di agire e per condividere con i lavoratori eventuali altre iniziative da mettere in campo”. La Uil, inoltre, inviterà nelle prossime ore il dirigente dell’Usp Bari a sospendere il piano di formazione dell’Inps, rivolto al personale amministrativo.

“Non si possono continuare a spremere i lavoratori della scuola, già penalizzati fin troppo in questi anni, abusando del loro senso del dovere – continua Verga – qui siamo alla follia, si vuole cavare il sangue dai lavoratori senza contratto da nove anni: gli istituti scolastici pugliesi sono già in evidente sotto organico, come abbiamo segnalato in più frangenti, a causa di una ripartizione delle risorse umane, derivante dalla così detta Buona Scuola. Questo dimostra come la 107 mette a grave rischio, come sostiene da tempo la Uil Scuola, l’autonomia scolastica. Metteremo in campo ogni forma di mobilitazione al fine di salvaguardare la dignità dei lavoratori”.


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