Un incubo stupendo è il nuovissimo album del Management del Dolore Post-Operatorio, duo abruzzese che da circa cinque anni suona un rock che non passa certo inosservato (nel 2013 e nel 2014 sono stati premiati dal M.E.I., rispettivamente come miglior band live e miglior band indie italiana). Per chi non li conoscesse, non è davvero il caso di farsi spaventare dal nome della band: come spiegano loro stessi in modo giocoso, “il Management del Dolore Post-Operatorio non è il mal di vivere, bensì la gioia di vivere male.”

Un incubo stupendo arriva a due anni di distanza dal precedente album del Management del Dolore Post-Operatorio, I Love You (2015). Gli altri lavori del duo sono McMAO (2014) e Auff !! (2012). Questo nuovo disco si segnala per le melodie che rimangono subito impresse, oltre che per i testi: come negli album precedenti possono essere talvolta trasgressivi, e spesso fanno pensare, ma senza mai eccedere in pesantezza.

Un incubo stupendo ha già tre singoli, usciti nei mesi scorsi: dopo Naufragando e la title track, a febbraio è arrivato il video del brano Il vento. Quest’ultima canzone ci parla di sogni e maturità: “Noi bambini cerchiamo un altro tipo di maturità, che rende il frutto più dolce e più buono, e non marcio. Solo gli immaturi riconoscono ancora come unico bene l’onestà e la giustizia, e come unico male la disonestà e l’ingiustizia.” Si segnala pure il video del brano Esagerare sempre, che è in pratica il resoconto della festa per l’uscita del disco, e mostra la band senza filtri. E non potrà poi non colpire il bel video di Naufragando, che ci chiede: “sei pronto per la fine del mondo?”

Il Management del Dolore Post-Operatorio è: Luca Romagnoli alla voce e Marco ‘Diniz’ Di Nardo alle chitarre. Per questo album sono stati affiancati in studio dalla band teramana IMURI, che vede Lorenzo Castagna alla chitarra, Antonio Atella al basso e Valerio Pompei alla batteria.

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Come è nato questo connubio con IMURI?

IMURI sono una band di amici abruzzesi che ci ha molto affascinato per il loro sound, la loro presenza sul palco e loro energia. Abbiamo chiesto di entrare a far parte della squadra e sono stati contenti di accettare. Ci hanno accompagnato per tutta la lavorazione del disco. È stato un duro lavoro dove ci siamo messi anche alla prova a livello umano. È stato bello. Funzionerà. Sono bravissimi.

Quanto è diverso questo album da quelli precedenti?

Abbiamo sempre avuto il pallino di non abituare il nostro pubblico a niente. Nessuno deve fare per scontato quello che può succedere. Ripetersi, essere sempre uguali a se stessi è una bestemmia per un artista. Questo disco, come tutti gli altri, ci rispecchia in questo preciso momento della nostra vita. I nostri dischi cambiano insieme a noi.

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I Management del Dolore Post-Operatorio si sentono ancora bambini?

Per non invecchiare è sufficiente giocare alla vita con le proprie regole. Non voler mai imparare come “si dovrebbe fare per…”. Dire e fare la prima cosa che ti passa per la testa. È pericoloso sì, ma è divertente. I bambini non vogliono fare nulla che non sia divertente. Noi siamo così.

Com’è la vita di chi “esagera sempre”?

È una vita difficile! Perché qui stiamo parlando di emozioni. E noi ne vogliamo sempre di più. Vogliamo più sorrisi, più risate, più abbracci, più amore, più tutto. Vogliamo tutto, e tutto non è abbastanza. Vogliamo essere felici! Ma perché è così difficile?

I Management del Dolore Post-Operatorio sono pronti per la fine del mondo?

Sinceramente? No.

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