Chiedevano il pizzo ai commercianti con cifre che raggiungevano anche i 3mila euro al mese: in manette sette persone. Operazione all’alba dei carabinieri di Trani che, sulla base delle dichiarazioni di un pentito, sono riusciti a sgominare una banda dedita al racket.

Già il 2 febbraio scorso i carabinieri arrestarono otto persone,, tra le quali anche una donna affiliata al clan Annacondia, trovata in possesso di cocaina.

Le indagini non sono tuttavia mai state interrotte e i carabinieri della stazione di Trani, che avevano avviato i propri accertamenti a riscontro delle dichiarazioni di quel collaboratore, sono stati supportati dal coraggio di numerosi commercianti determinatisi a denunciare le angherie subite. I malviventi non solo chiedevano il pizzo ma anche alimenti e costosi alcolici.

A capo del gruppo spicca Vito Corda, 38enne, pluripregiudicato, figlio di Nicola, già esponente di assoluto rilievo del clan Annacondia, operante negli anni ’80 e ’90 nel nord-barese. L’uomo è già in carcere ed è stato ritenuto responsabile di ulteriori condotte estorsive, stavolta aggravate dalla metodologia mafiosa.

In manette sono finite quindi tre persone e il provvedimento di custodia ha  colpito altre quattro che però erano  già in carcere per altri reati. Dovranno rispondere di estorsione in concorso, continuata ed aggravata dalla metodologia mafiosa con l’aggravante per due di essi di aver commesso i fatti, in un caso mentre era soggetto alla sorveglianza speciale, ed in un altro per aver commesso i fatti nel triennio successivo alla decadenza della medesima misura di prevenzione.

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