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“Nei miei confronti sono state aperte 23 indagini in 4 mesi. Fino ad ora ho avuto condanne su tutto e mi aspetto di essere condannato anche qui”. Per questo Valter Lavitola, ex direttore dell’Avanti imputato a Bari in concorso con Silvio Berlusconi di aver indotto Gianpaolo Tarantini a mentire sulle escort, sta valutando se chiedere il patteggiamento. A margine dell’udienza preliminare che si sta celebrando dinanzi al gup Rosa Anna Depalo, Lavitola ha detto di essere stato “processato persino per una presunta evasione che mi è costata due anni e mezzo di carcere, per essermi recato in una mia pertinenza dopo avere avuto l’autorizzazione dal giudice”. “La mia strategia processuale? – ha detto rispondendo alle domande dei cronisti – è avere la valigia pronta per ritornare in carcere”.

L’udienza preliminare è stata aggiornata al prossimo 2 maggio. In quella occasione il giudice deciderà se accogliere la richiesta della difesa di Berlusconi di acquisire una sessantina di nuove intercettazioni telefoniche. Si tratta di conversazioni disposte nell’ambito dell’indagine sulle escort portate da Tarantini fra il 2008 e il 2009 a casa di Berlusconi e ritenute dalla difesa rilevanti per dimostrare l’estraneità dell’ex premier ai fatti contestati in questo procedimento per induzione a mentire.  Si tratta di intercettazione che “riguardano i presunti rapporti affaristici tra Tarantini e persone vicine a Silvio Berlusconi – spiega uno dei difensori di Berlusconi, l’avvocato Francesco Paolo Sisto – e smentiscono che questi rapporti vi siano mai stati”.


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