Dopo oltre 10 anni di chiusura, torna a vivere il mercato comunale di Gravina in via Genova, che da ieri è stato aperto ai cittadini – consumatori e funzionerà ogni sabato, dalle 8,30 alle 14,00. Il mercato di Campagna Amica è stato inaugurato dal sindaco Alesio Valente e da monsignor Giovanni Ricchiuti, vescovo della Diocesi di Altamura, Gravina e Acquaviva delle Fonti.

Ricco il paniere dei prodotti in vendita, dalla verdura fresca ai sottoli, dalla frutta ai formaggi e al latte, dall’olio extravergine di oliva al vino e alla pasta, dalle piante ai funghi.

“L’idea dei Mercati coperti di Campagna Amica nasce dalla esigenza – dice il direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – di far incontrare i produttori ed i consumatori in un mercato senza alcuna intermediazione, al fine di creare maggiore potere di acquisto per i consumatori che, grazie alla vendita diretta, hanno garanzia della sicurezza sull’origine dei prodotti agricoli, della qualità e del prezzo. Si riesce così anche a limitare gli impatti negativi sull’ambiente grazie alla riduzione della produzione di rifiuti, informando e sensibilizzando i consumatori sul consumo consapevole di cibo, con particolare attenzione alle giovani generazioni”. Per ogni euro speso dai consumatori in alimenti, infatti, ben 60 centesimi vanno alla distribuzione commerciale, 23 all’industria alimentare e solo 17 centesimi agli agricoltori.

“Il mercato coperto di Gravina – spiega il direttore di Coldiretti Bari, Marino Pilati – sarà, tra l’altro, il luogo ideale per informare i consumatori sui temi della sicurezza alimentare, della corretta alimentazione a beneficio delle giovani generazioni e  delle iniziative utili ad evitare gli sprechi alimentari. Il nostro consiglio è di preferire sempre prodotti locali e di stagione, che non devono percorrere lunghe distanze prima di giungere sulle tavole, dato che i costi della logistica incidono fino ad un terzo sul prezzo di frutta e verdura e assorbono in media un quarto del fatturato delle imprese agroalimentari. Privilegiando l’acquisto diretto dai produttori, oltre a risparmiare, si salva l’ambiente dall’inquinamento dovuto all’emissione di gas serra responsabile dei cambiamenti climatici”.

Il 56 per cento delle famiglie pugliesi ha ridotto gli sprechi facendo la spesa in modo più oculato, direttamente dal produttore con l’acquisto di cibi più freschi che durano di più, il 34 per cento ha ridotto le dosi acquistate, il 27 per cento utilizzando quello che avanza per il pasto successivo e il 18 per cento prestando più attenzione alla data di scadenza. In Puglia il cibo buttato sfiora ancora – sottolinea Coldiretti Puglia – le 310mila tonnellate all’anno. Gli sprechi alimentari si rivelano per il 54 per cento al consumo, per il 21 per cento nella ristorazione, per il 15 per cento nella distribuzione commerciale, per l’8 per cento nell’agricoltura e per il 2 per cento nella trasformazione.

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