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Nei giorni 7 e 8 aprile si è svolto, a Bari, il consueto congresso nazionale di pediatria “Gli Argonauti”, organizzato dalla sezione Puglia e Basilicata dell’Associazione Culturale Pediatri (ACP). Il titolo scelto quest’anno, “Pediatria zen”, rimanda al millenario stile di vita buddista, che vede nella pratica della concentrazione assoluta, non viziata dall’ansia per il futuro o per il passato, la via attraverso la quale la mente si spoglia di qualunque pregiudizio ed è quindi pronta a identificarsi con l’oggetto del pensiero, in un presente che assume in sé i caratteri dell’eternità.
I circa cento pediatri partecipanti, provenienti da varie regioni d’Italia, hanno declinato e forse abusivamente contaminato lo Zen in una prospettiva occidentale: la sottolineatura di quanto ci sia di essenziale, di relativamente incontrovertibile, nei risultati, spesso ridondanti, della ricerca clinica. Si tratta di un compito difficile, soprattutto in ambito medico, laddove la possibilità di falsificare una teoria determina, secondo il filosofo Popper, la vera impalcatura epistemologica del sapere scientifico. Eppure l’evidenziare cosa sia veramente patient-oriented, cosa cioè modifichi veramente la qualità di vita dei pazienti, cosa incida sulla possibilità reale di ammalarsi o addirittura di andare incontro ad eventi fatali, non appare oggi impossibile.
Ecco allora la necessità di ribadire alcuni semplici consigli che vanno dall’assoluta necessità di promuovere l’allattamento al seno – in una regione, come la Puglia, con i tassi di allattamento materno fra i più bassi in Italia – dal momento che tale pratica è in grado di ridurre il rischio di SIDS (Morte Improvvisa del Lattante) e di promuovere la costituzione di un Microbioma (l’insieme del patrimonio genetico dei microrganismi e delle sue interrelazioni con l’ambiente in cui sono ospitati) adeguato a prevenire o, talora, a ritardare la comparsa di alcune malattie, come ad esempio l’obesità.
Accanto alle ultime novità in tema di diagnosi e terapia di alcune tra le circa 7000 “malattie rare” e, tra queste, le immunodeficienze; particolare importanza è stata data alla valorizzazione, nell’ottica che fare di più non significa fare meglio, stante anche la progressiva riduzione delle risorse economiche in ambito sanitario, di alcune semplici e consolidate indagini strumentali della medicina, accanto alla promozione del tradizionale esame obiettivo del paziente.
Uno spazio è stato occupato dalle comunicazioni scientifiche di un gruppo di specializzande della Scuola di Pediatria dell’Università di Bari. La conclusione della due giorni è stata dedicata alla commovente riproposizione di un decalogo delle qualità del bravo pediatra, pubblicato più di 15 anni addietro, dal prof. Panizon di Trieste, uno dei padri nobili della moderna pediatria italiana.
In coda al convegno, l’elezione del nuovo presidente dell’ACP Puglia e Basilicata nella persona del leccese dott. Rosario Cavallo.


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