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Non c’è Pasqua senza il tradizionale pranzo barese. Porzioni sempre abbondanti, una durata che varia dalle due alle tre ore, in un momento di riunione familiare che ha come prologo l’apertura delle uova di cioccolato e annesse sorprese dedicate a piccoli e grandi.

Per il pranzo pasquale, con un budget calcolato per quattro persone, ogni famiglia barese arriverà a spendere mediamente 60 euro. L’antipasto d’obbligo è “u bnditt”: un piattino con piccole porzioni di ricotta, uova sode, fette di soppressata, fettine d’arancia e fughi sottolio (in totale circa 8 euro). Il primo prevede le classiche orecchiette, meglio se fatte in casa a mano, condite con il ragù di carne mista (13 euro). Segue l’agnello arrosto (10 euro) e i contori: carciofi impanati e fritti (3 euro) e le patate al forno (2 euro). Il primo dolce adottato dalla tradizione barese è la pastiera napoletana fatta con farina, grano cotto, ricotta, uova, aroma d’arancia, canditi (5 euro).

La scarcella è il “must” della Pasqua barese: come illustrato nel video si inizia impastando 500 grammi di farina, 160 grammi di zucchero, 2 uova, 100 millilitri di olio di semi, 100 di latte, insieme a una bustina di lievito e limone grattugiato (in totale 5 euro). Poi si lavora il preparato a mano fino a quando l’impasto non diventa liscio ed elastico. Nella fase successiva si stende la massa definendo la forma della colomba (manualmente o attraverso l’ausilio delle formine in metallo), gli occhi con una goccia di cioccolata o con un chicco di caffè. Si spennella con un po’ di latte e infine si aggiunge un uovo sodo e la codetta mista per conferire vivacità di colori. Si inforna il tutto a 180 gradi per circa 40 minuti.


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