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Il numero raddoppiato di cinghiali e lupi, negli ultimi dieci anni, ha messo a rischio le produzioni agroalimentari e l’assetto idrogeologico del territorio, ma anche la vita di agricoltori e automobilisti coinvolti in incidenti stradali. E’ l’allarme di Coldiretti, lanciato dal delegato confederale di Bari, Angelo Corsetti, e dal direttore Marino Pilato, che raccolgono il “grido di dolore” proveniente dalle aree rurali a Corato, Altamura, Spinazzola, Minervino, Andria, Ruvo di Puglia e Santeramo.

“Bisogna intervenire e organizzare dei piani radicali di contenimento, altrimenti il quadro è destinato ad aggravarsi. Nelle ultime ore l’ennesimo caso denunciato dagli agricoltori di Altamura, dove un branco di cinghiali ha divorato le piantine di ortaggi e legumi appena messi e dimora e distrutto gli impianti irrigui. E’ improcrastinabile – chiede il Delegato Confederale di Coldiretti Bari, Angelo Corsetti – un incontro con il Prefetto di Bari, perché gli imprenditori agricoli vivono uno stato di malessere che cresce in misura esponenziale e la preoccupazione aumenta se si considera la capacità di adattamento di cinghiali e lupi ai cambiamenti ambientali, dato che sono comparsi anche in aeree da cui risultavano assenti da anni e stanno mettendo a rischio la stessa presenza e il lavoro degli agricoltori in molte zone della provincia”.

“Gli agricoltori stanno provvedendo a recintare a proprie spese con costi considerevoli le aziende agricole per difendersi dai cinghiali che distruggono strutture e produzioni. Si tratta di una situazione insostenibile – denuncia il Direttore di Coldiretti Bari, Marino Pilati – che sta provocando l’abbandono delle aree interne, con problemi sociali, economici e ambientali. Gli imprenditori agricoli, ma anche gli automobilisti, gli autotrasportatori e gli avventori occasionali, stanno segnalando con sempre maggiore frequenza i danni provocati da cinghiali e lupi che vivono e si riproducono principalmente nelle aree naturali protette, ma che inevitabilmente sconfinano e fanno razzia nelle aziende agricole e si riversano sulle strade limitrofe ed in prossimità dei centri abitati”.

Il quadro è preoccupante: come i lupi e i cani inselvatichiti, i cinghiali stanno distruggendo coltivazioni e attaccando l’uomo e gli allevamenti. Gli storni azzerano la produzione di olive e distruggono le piazzole. Le lepri divorano letteralmente interi campi di ortaggi. I danni totali sono stimati in 11 milioni di euro. “La norma regionale sul ReD (reddito di dignità) può essere utilizzata – propone Coldiretti Puglia – per pianificare un’attività di guardiania e sicurezza rurale”. Coldiretti Puglia si è inoltre fatta promotrice di una proposta di legge per il riconoscimento dei danni da fauna selvatica e per ottenere una rivisitazione delle modalità di distribuzione delle risorse nazionali e regionali al fine di garantire i fondi necessari per coprire i danni stimati.


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ConfagricolturaBari
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