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“Volete che a Gallipoli la gente dorma sulle spiagge e si impasticchi? Va bene. Quel turismo di treccioline già c’è. Volete il turismo di cultura? C’è già. Per superare l’asticella ci vorrebbero masserie da riqualificare e un brand internazionale».

A parlare è Flavio Briatore, il manager che aveva concesso l’utilizzo del marchio  Twiga per un nuovo stabilimento balneare ad Otranto, per poi ritirare la licenza dopo il sequestro della Procura.  Il manager, estraneo all’indagine, si è sfogato nel salotto di Bruno Vespa. “Mi sembrava una cosa buona per tutti. Però, evidentemente, a qualcuno non piaceva: io ho dato solo una licenza, non mi sono mai impegnato coi capitali. Ma preferisco ritirarmi, uscire, questa è la realtà. C’è molto poco rispetto per chi investe. Capisco i controlli, ma ha vinto la burocrazia».


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