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Per “insufficienza di elementi accusatori” il Tribunale di Bari, accogliendo la richiesta della Procura, ha archiviato l’indagine a carico di 24 persone, fra le quali l’ex presidente della Provincia di Bari, Francesco Schittulli, relativa a presunte tangenti in carico di appalti pubblici. L’inchiesta, coordinata dal pm Luciana Silvestris, costituisce uno stralcio della più ampia indagine sull’ex ente provinciale nell’ambito della quale la Procura ha chiesto nei mesi scorsi il rinvio a giudizio di 22 persone.

Nella richiesta di archiviazione, condivisa dal gip Alessandra Piliego, il pm parla di un “inquietante quadro di corruzione sistemica” emerso dalla indagini, “connotato da relazioni interpersonali e reciproche convenienza” tanto da consentire “a taluni imprenditori di assicurarsi l’affidamento dei lavori pubblici attraverso la corresponsione in favore di funzionari provinciali e dei relativi referenti politico-istituzionali di utilità economiche, secondo il paradigma del do ut des”.

Gli accertamenti della guardia di finanza hanno consentito di raccogliere elementi di presunta responsabilità penale nei confronti di 22 persone, scagionate da ogni ipotesi di accusa, invece, altre 24 persone inizialmente indagate per i reati, a vario titolo contestati, di associazione per delinquere, corruzione, concussione, truffa, abuso d’ufficio, turbativa d’asta e falso. Oltre che per Schittulli, il gip ha disposto l’archiviazione, tra gli altri, per l’ex assessore Michele Labianca e per l’ex presidente del Consiglio provinciale Pietro Longo, oltre a consiglieri, funzionari e imprenditori risultati estranei ai fatti, tutti risalenti agli anni 2011-2014.


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