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Attraverso gli occhi di Maritè, una bambina con la sindrome di Down, Veronica, la sua mamma, impara a vivere in maniera più viva, profonda e vera. Da questa straordinaria esperienza nasce il libro “Maritè non morde”, la dichiarazione d’amore di una mamma per sua figlia raccontata fin dalla nascita, il momento esatto in cui ne scopre la disabilità. Il libro è stato  presentato oggi, giovedì 25 maggio, nell’aula onferenze dell’Area di Ricerca del CNR di Bari – Via Amendola, 122/D – nel corso della tavola rotonda “Approcci Terapeutici e assistenziali in Sindrome di Down” .

Intervenuti, insieme all’autrice Veronica Tranfaglia, Graziano Pesole, direttore dell’IBIOM-CNR; Giuseppina Annicchiarico, responsabile del Coordinamento Regionale Malattie Rare;  Rosa Anna Vacca, ricercatrive IBIOM-CNR; Iris Scala, responsabile ambulatorio per la sindrome di down – Dipartimento pediatria dell’Università Federico II di Napoli. M

“Maritè è arrivata nella mia vita come un ciclone – racconta Veronica Tranfaglia, nutrizionista e farmacista -.Non sapevo delle sue condizioni, sono stata molto male all’inizio perché, oggi lo dico con vergogna, anche io avevo un pregiudizio verso la sindrome di Down. Poi ho scoperto mia figlia, una bambina eccezionale e meravigliosa, e ho capito quanto ci sbagliamo tutti. Questo libro è un grido di rabbia per far sentire la voce di chi non ce l’ha, della popolazione che ha 47 cromosomi sulla quale pesa una gravissima ostilità. Una società che si voglia definire civile deve dare alle persone con sindrome di Down un’opportunità”.

Parte del ricavato del libro sarà destinato all’IBIOM-CNR di Bari al fine di supportare la ricerca “la Nutraceutica per la sindrome di down” promossa dalla dottoressa Rosa Anna Vacca


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