La capienza degli istituti penitenziari pugliesi è di 2.334 persone, ma nelle carceri attualmente ci sono 3.351 detenuti, il 143,6% in più. In Italia è la situazione peggiore, in nessun’altra regione del Paese si raggiungono queste cifre da record, solo Molise e Lombardia si “avvicinano” con il 132% di presenza di carcerati nei penitenziari rispetto alla capienza massima (fonte Dap, darti aggiornati all’aprile 2017). In questa situazione, il rischio segnalato dall’associazione Antigone nel XIII rapporto annuale è quello della “radicalizzazione e inclinazione vero derive terroristiche” di alcuni detenuti stranieri.

I detenuti sui quali si concentrano timori di radicalizzazione sono 365, suddivisi in tre categorie: “segnalati” (124 persone), “attenzionati” (76) e “monitorati” (165). Tra i monitorati, sono conteggiate anche le 44 persone che sono incarcerate già con l’accusa di terrorismo internazionale nelle sezioni di alta sicurezza riservate a loro.

Agli imam moderati ci si rivolge invece in alcuni casi per evitare che il fenomeno della radicalizzazione attecchisca nelle carceri. Al momento sono 47 quelli che operano tra i detenuti, a fronte di 411 cappellani cattolici. I musulmani detenuti rappresentano l’11,4%. Il numero dei detenuti stranieri è aumentato, seppure di poco: dal 33,2% del 2015 al 34,1% del 2017 (dei 56.436 detenuti 19.268 non sono italiani).

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